venerdì 9 Gennaio 2026

Lombardia, 2025: Qualità dell’aria tra progressi e nuove sfide

Monitoraggio Ambientale in Lombardia (2025): Progressi e Nuove SfideI recenti dati raccolti dall’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA) della Lombardia, relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 18 dicembre 2025, delineano un quadro complesso, caratterizzato da un miglioramento generale della qualità dell’aria ma anche da persistenti criticità e nuove prospettive derivanti da stringenti normative europee e raccomandazioni internazionali.

L’andamento delle concentrazioni di Particolato Meno di Dieci Micrometri (PM10), un indicatore chiave dell’inquinamento atmosferico, rivela il rispetto del limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo in tutte le province lombarde.
Tuttavia, il numero di giorni in cui le concentrazioni hanno “sfiorato” il limite massimo consentito (50 microgrammi/m³) rimane un elemento di preoccupazione.
Milano si distingue con 64 giorni di superamento, seguita da Lodi (47), Monza (46) e Cremona (44).

Un’analisi più dettagliata evidenzia una graduale diminuzione delle concentrazioni nelle province di Mantova (34 giorni), Pavia (33), Brescia (26), Bergamo (22) e Lecco (17), mentre Sondrio registra un numero contenuto (13 giorni) e Como si attesta a soli 8.
Varese si pone come la provincia più virtuosa, con un modesto numero di superamenti (3 giorni).

Il monitoraggio delle concentrazioni di Particolato Meno di Due e Mezzo Micrometri (PM2.5), ritenuto particolarmente dannoso per la salute umana a causa della sua capacità di penetrare in profondità nel sistema respiratorio, ha generalmente confermato il rispetto dei limiti stabiliti.

Un’anomalia negativa è stata rilevata nella centralina di Soresina (Cremona), dove i dati presentano un peggioramento rispetto all’anno precedente, suggerendo la necessità di un’indagine approfondita sulle cause di questo andamento e sull’efficacia delle misure adottate.

Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), un inquinante derivante principalmente da fonti di combustione, si osserva un quadro simile, con il rispetto dei limiti in quasi tutte le centraline.
Un’eccezionale, seppur minima, violazione è stata registrata a Cinisello Balsamo, con una concentrazione di 41 microgrammi per metro cubo, appena al di sopra della soglia.
Tuttavia, la presenza di ozono (O3) continua a rappresentare una sfida significativa.
Le concentrazioni di ozono, un inquinante secondario formato da reazioni chimiche in presenza di luce solare e inquinanti precursori, superano ancora ampiamente i target stabiliti dalle normative vigenti in diverse aree della regione.

La complessità della formazione dell’ozono, che dipende da fattori meteorologici e dalla presenza di altri inquinanti, rende difficile la sua mitigazione.
ARPA Lombardia sottolinea l’importanza di proseguire con costanza e intensità gli sforzi volti al miglioramento della qualità dell’aria.
L’introduzione della direttiva europea 2024/2881, che impone obiettivi ancora più stringenti rispetto a quelli attuali, e le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che suggeriscono limiti ancora più severi per diversi parametri inquinanti, richiedono un impegno proattivo e l’adozione di strategie innovative.

Queste strategie dovranno includere il rafforzamento dei controlli sulle emissioni industriali e veicolari, la promozione di alternative di mobilità sostenibile, l’incentivazione dell’efficienza energetica e il sostegno a pratiche agricole a basso impatto ambientale.

Il futuro della qualità dell’aria in Lombardia dipende dalla capacità di anticipare le nuove sfide e di agire con determinazione e lungimiranza.

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