Un errore burocratico, una disconnessione temporanea, e per un attimo, il nome di Lisa Pieropan, giovane insegnante mantovana, si è sovrapposto alla tragedia di Crans-Montana.
La vicenda, apparentemente minore, rivela le fragilità intrinseche ai sistemi di comunicazione in situazioni di emergenza e l’angoscia che può derivare anche da un semplice errore di trascrizione.
Lisa, 27 anni, residente a San Giorgio Bigarello, si era recata in Svizzera per celebrare l’arrivo del nuovo anno, ignara del destino che l’avrebbe temporaneamente legata a un evento drammatico.
La distanza geografica dalla zona colpita, pur garantendo la sua incolumità fisica, non ha impedito che il suo nome venisse erroneamente incluso nella lista delle persone scomparse, frutto di un disallineamento informativo e di una sequenza di eventi sfortunati.
L’impotenza di una madre, preoccupata per la figlia irraggiungibile, ha innescato una catena di eventi che ha portato a una richiesta di informazioni alla Farnesina.
Questa procedura, volta a garantire la sicurezza dei cittadini italiani all’estero, si è paradossalmente trasformata in un amplificatore di ansia, generando una notizia errata che si è rapidamente diffusa, alimentata dalla gravità della situazione a Crans-Montana.
La giovane insegnante, isolata dalla tempesta comunicativa, è riuscita infine a ristabilire i contatti con i suoi cari, dissipando l’equivoco e portando sollievo alla famiglia.
La successiva comunicazione con la stampa locale, in particolare con la Gazzetta di Mantova, ha contribuito a correggere la narrazione errata, sottolineando l’importanza cruciale della verifica delle informazioni in contesti di emergenza.
Questa vicenda, pur nella sua apparente semplicità, solleva interrogativi rilevanti: quali sono i meccanismi che possono portare a errori di identificazione in situazioni di crisi? Come si possono migliorare i canali di comunicazione tra cittadini, famiglie e autorità consolari? E, soprattutto, come si può gestire l’impatto emotivo di una notizia falsa, capace di generare angoscia e disperazione, anche quando la persona interessata sta bene? L’episodio di Lisa Pieropan rappresenta un monito, un invito a riflettere sulla responsabilità che accompagna la diffusione delle informazioni, soprattutto in momenti di fragilità e incertezza.







