L’accensione della Fiamma Olimpica al Museo Internazionale della Croce Rossa rappresenta un atto di profonda simbologia, un faro di speranza indirizzato a ogni angolo del mondo segnato da conflitti e sofferenze.
L’accoglienza, officiata da Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, quale tedoforo, ha visto la partecipazione di un vasto gruppo di volontari, un esercito silenzioso impegnato quotidianamente in azioni di soccorso e assistenza umanitaria.
Il percorso della Fiamma, dopo quaranta due giorni di viaggio, ha trovato rifugio nel cuore del giardino museale, in un abbraccio solenne che ne ha sancito l’ingresso in un luogo intriso di memoria.
Il “torch kiss”, gesto arcaico e carico di significato, ha segnato il passaggio formale, preludio a un percorso espositivo all’interno delle sale del museo.
Queste non custodiscono semplici manufatti, ma testimoniano un’eredità umanitaria secolare, un patrimonio di valori e di impegno verso i più vulnerabili.
La Fiamma Olimpica, in questo contesto, si configura come un ponte ideale tra lo spirito olimpico e i principi fondanti del Movimento Internazionale della Croce Rossa.
Essa incarna la resilienza, la capacità di rialzarsi anche dopo le cadute, l’aspirazione a un futuro di pace e di prosperità per tutti.
Valastro ha sottolineato come, annualmente, la memoria di Henry Dunant e della sua visione si rinnova lungo la tratta da Solferino a Castiglione, con la partecipazione di innumerevoli volontari.
Questi, portando le proprie fiaccole, ripercorrono i passi cruciali della nascita del più grande movimento umanitario del pianeta, un’organizzazione nata dalla necessità di alleviare le sofferenze causate nelle guerre e che oggi si fa carico di affrontare le emergenze più disparate, senza confini né distinzioni.
La presenza della Fiamma Olimpica al Museo Internazionale della Croce Rossa non è quindi un mero evento cerimoniale, ma un’occasione per riflettere sul ruolo cruciale dell’umanità, della solidarietà e della cooperazione internazionale nella costruzione di un mondo più giusto e pacifico.
È un monito a non dimenticare le radici del nostro impegno e a rinnovare quotidianamente la nostra dedizione ai valori che ci guidano.








