martedì 3 Febbraio 2026

Nuova perizia informatica riscrive il caso Stasi: confermato l’accesso di Chiara Poggi.

Un’indagine forense informatica di portata cruciale, orchestrata da un team di esperti – tra cui Paolo Reale – incaricati dalla famiglia Poggi, ha portato alla luce elementi inequivocabili che riscrivono alcuni aspetti centrali del caso Stasi.
L’analisi approfondita della copia forense del computer di Alberto Stasi, effettuata con metodologie e software di ultima generazione, ha confermato l’accesso, da parte di Chiara Poggi, alla cartella denominata ‘militare’, contenente materiale pornografico catalogato con precisione dall’ex studente bocconiano.

Fino ad ora, la questione dell’accesso a questa specifica cartella – contenente un vasto archivio di circa 7.000 fotografie, accuratamente classificate per genere e comprendenti immagini amatoriali realizzate dallo stesso Stasi – rappresentava un punto di contesa cruciale nel dibattito processuale.

L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, sottolinea come la nuova evidenza informatica elimini ogni residuo di dubbio sulla possibilità che Chiara Poggi abbia potuto visualizzare, in una finestra di circa dieci minuti durante l’assenza di Stasi il 12 agosto 2007, un’anteprima del contenuto di quella cartella.

Questa scoperta, a differenza delle precedenti ricostruzioni, non si basa su deduzioni o interpretazioni, ma su dati oggettivi estratti dall’analisi del sistema informatico.

L’équipe di consulenti, composta da Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti, ha sfruttato strumenti avanzati per risalire a questo evento, precedentemente oggetto di acceso dibattito durante i processi a carico di Stasi.

Le implicazioni di questa nuova perizia sono di notevole importanza e saranno formalmente presentate ai magistrati di Pavia, che hanno recentemente riaperto le indagini su Andrea Sempio.
I legali della famiglia Poggi intendono, inoltre, richiedere alla Procura l’autorizzazione a svolgere un incidente probatorio, affidando l’analisi del materiale informatico a un perito indipendente.
Questo procedimento mira a garantire la massima trasparenza e a “cristallizzare” i risultati dell’indagine come prova inconfutabile, consolidando la ricostruzione degli eventi e fornendo elementi concreti per l’evoluzione delle indagini.
L’obiettivo primario è quello di accertare con certezza i fatti e di giungere a una verità processuale completa e definitiva.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap