La riqualificazione di Palazzo San Felice, storica sede del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Pavia, rappresenta un intervento di profonda rilevanza, trascendendo il mero restauro di un edificio per incarnare una visione più ampia di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio culturale.
Come sottolineato dal Rettore Alessandro Reali, il progetto restituisce non solo spazi funzionali e moderni per la comunità accademica – studenti, docenti e personale – ma anche una nuova vitalità alla città di Pavia.
L’edificio, un ex monastero di inestimabile valore architettonico, è stato oggetto di un’attenta e complessa opera di restauro guidata dal direttore Eduardo Rossi.
La sua tutela non è un mero obbligo conservativo, ma un investimento nel futuro, sebbene comporti oneri considerevoli in termini di gestione e manutenzione.
Il progetto di riqualificazione ha saputo coniugare l’esigenza di preservare l’autenticità storica con la necessità di adeguare la struttura alle moderne esigenze didattiche e di ricerca, garantendo al contempo la sicurezza e il comfort degli utenti.
La visione del futuro dell’Università di Pavia si proietta verso la creazione di un polo dedicato alle Scienze Sociali, un’ambiziosa aspirazione che si avvia a concretizzarsi attraverso interventi mirati e strategici.
Il percorso di recupero, formalmente avviato nel 2020, ha visto la riapertura del chiostro quattrocentesco, un evento significativo celebrato il 24 gennaio 2023.
Questo primo intervento, sostenuto da un cofinanziamento ministeriale pari al 40%, ha richiesto un investimento di 2,5 milioni di euro.
L’ulteriore fase, con un costo complessivo di 3,87 milioni di euro e anch’essa supportata da un bando ministeriale, ha affrontato una serie di interventi complessi e articolati.
Oltre alla sistemazione di due cortili interni, si è proceduto all’adeguamento delle misure antincendio, all’eliminazione delle barriere architettoniche per garantire l’accessibilità universale, alla bonifica dell’amianto, a interventi urgenti sulle coperture e alla riqualificazione delle facciate.
La complessità di tali operazioni testimonia l’impegno profuso per salvaguardare la struttura e migliorare le condizioni ambientali interne.
L’operazione complessiva non si limita a un rinnovamento fisico, ma rappresenta una vera e propria riaffermazione dell’identità dell’Ateneo pavese e del suo ruolo attivo nella comunità.
La valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’Università non è solo una questione di conservazione, ma uno strumento strategico per attrarre talenti, promuovere la ricerca e contribuire allo sviluppo socio-economico del territorio, offrendo agli studenti e ai ricercatori ambienti di lavoro e studio sicuri, efficienti e stimolanti.








