Biella: Sequestrata area con 16 tonnellate di rifiuti pericolosi

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A Villanova Biellese, una vasta area di 16.800 metri quadrati è stata posta sotto sequestro a seguito di un’ispezione che ha rivelato la presenza di un significativo quantitativo di rifiuti speciali pericolosi, stimato in 16 tonnellate.
La scoperta, frutto di un controllo di routine da parte della Guardia di Finanza, solleva interrogativi cruciali sulla gestione dei materiali a rischio e sulla responsabilità ambientale.

L’area, caratterizzata da capannoni abbandonati e in degrado, presentava cumuli di materiale edile in avanzato stato di deterioramento.
L’intervento delle Fiamme Gialle ha prontamente coinvolto l’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), le cui analisi hanno confermato la natura altamente pericolosa del materiale rinvenuto.
Questo consisteva principalmente in lastre in fibrocemento, frammentate e disarticulate, contenenti amianto, una sostanza notoriamente cancerogena quando rilasciata nell’aria attraverso la frizione delle fibre.

Le coperture dei capannoni, in parte crollate, erano anch’esse classificate come rifiuti speciali pericolosi, in virtù del loro deterioramento e del potenziale rischio di dispersione di fibre di amianto.
L’utilizzo di un’autoscala, fornita dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Biella, ha permesso una verifica completa dell’area e ha confermato la gravità della situazione.
La presenza di amianto, un materiale ampiamente utilizzato in passato per le sue proprietà isolanti ed economiche, rappresenta una sfida complessa per l’ambiente e la salute pubblica.
La sua pericolosità è legata alla persistenza delle fibre nell’ambiente e alla capacità di causare gravi patologie respiratorie, spesso con un periodo di latenza di decenni.
Il sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Biella, che ha interessato sia l’area che il materiale in fibrocemento, mira a prevenire ulteriori rischi per la salute pubblica e l’ambiente.

L’evento non si limita ad una violazione amministrativa, ma solleva questioni più ampie sulla necessità di una gestione più rigorosa dei rifiuti speciali, sulla prevenzione dell’abbandono illegale di materiali pericolosi e sulla responsabilizzazione dei proprietari di aree industriali.

La vicenda evidenzia l’importanza di un monitoraggio costante del territorio e della collaborazione tra le forze dell’ordine, le agenzie ambientali e i Vigili del Fuoco per tutelare la salute dei cittadini e preservare l’integrità dell’ambiente.
L’episodio rappresenta inoltre un monito sulla necessità di campagne di sensibilizzazione rivolte a proprietari e gestori di strutture obsolete, al fine di promuovere pratiche di smaltimento corrette e sostenibili.