Un episodio di profondo disagio ha scosso il mondo dello sport piemontese, portando all’applicazione di una misura di sicurezza e all’apertura di un procedimento penale per reati di discriminazione razziale.
Un individuo, identificato come ultras del Lodi, è stato denunciato e colpito da un Daspo di un anno dal questore di Novara, in seguito a un coro di chiaro intento discriminatorio verificatosi durante una partita di hockey a rotelle.
L’incidente si è consumato il 29 dicembre scorso, durante l’incontro tra l’Azzurra Hockey Novara e gli Amatori Bcc Centropadana Lodi.
Il coro, diretto contro un giocatore di squadra locale, ha immediatamente suscitato sconcerto e condanna, rivelando una spirale di intolleranza che, purtroppo, continua a manifestarsi anche in contesti apparentemente lontani da ideologie estreme.
L’individuazione del responsabile è stata resa possibile grazie al lavoro scrupoloso della Digos di Novara, presente all’evento e che ha immediatamente attivato i protocolli di sicurezza e di identificazione.
La collaborazione tra la Digos novarese e quella di Lodi si è rivelata cruciale per l’identificazione completa del tifoso, attraverso un’attenta analisi dei filmati disponibili e la consultazione di banche dati e contatti condivisi.
Questo episodio non è un fatto isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di comportamenti inaccettabili che affliggono il tifo organizzato e, più in generale, la società italiana.
Le manifestazioni di razzismo e intolleranza nello sport rappresentano una seria minaccia ai valori di inclusione, rispetto e fair play che dovrebbero animare la competizione sportiva.
L’applicazione di misure restrittive come il Daspo, pur essendo un deterrente importante, non è sufficiente per contrastare efficacemente questi fenomeni.
È necessario un impegno congiunto da parte di istituzioni, società sportive, associazioni e media per promuovere una cultura del rispetto e dell’accoglienza, educando le nuove generazioni al rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione.
La denuncia di questi episodi, la severità delle sanzioni e la sensibilizzazione del pubblico sono elementi fondamentali per arginare la diffusione di tali comportamenti e per restituire allo sport il suo ruolo di strumento di aggregazione e di promozione dei valori positivi.
La vicenda di Novara sollecita una riflessione più ampia sul ruolo dello sport nella società e sulla necessità di combattere ogni forma di intolleranza con determinazione e coerenza.







