giovedì 15 Gennaio 2026

Novara, la fiamma olimpica accende l’orgoglio sportivo.

La fiamma olimpica ha illuminato Novara, non solo con la sua luce vibrante, ma con la potenza di una storia sportiva profondamente radicata nel territorio.
Il passaggio del testimone, affidato a figure emblematiche, ha rappresentato un omaggio al passato glorioso e una promessa di futuro.
Tra i tedofori, Mario Armano, icona dello sport novarese, ha percorso un tratto del tragitto con passo dignitoso, nonostante gli ottant’anni portati sulle spalle.
La sua medaglia d’oro conquistata a Grenoble nel 1968, nel Bob a quattro, non è solo un titolo, ma un simbolo dell’eccellenza italiana sulle nevi alpine, un’epoca in cui il nostro paese si affermò come potenza emergente negli sport invernali.

La scelta di Armano, campione di una disciplina che richiede una straordinaria combinazione di forza, tecnica e sincronia, riflette l’importanza della dedizione e del lavoro di squadra per raggiungere vette di successo.
Il Bob a quattro, uno sport di precisione e coraggio, ha visto l’Italia trionfare, testimoniando la capacità di superare ostacoli e di perseguire un obiettivo comune.
Ad accendere il braciere, compito di particolare significato, è stata Martine Bernile, campionessa europea di boxe categoria pesi mosca.
La sua presenza ha introdotto un elemento di dinamismo e determinazione, contrastando la tradizione del bob con l’agilità e la grinta del pugilato.

Bernile incarna una generazione di atlete che hanno combattuto per l’affermazione femminile nello sport, abbattendo barriere e ispirando nuove leve.

La sua vittoria europea sottolinea il valore della resilienza e della perseveranza, qualità essenziali per chiunque aspiri a raggiungere l’eccellenza.

La folla, migliaia di persone, ha accolto la fiamma con entusiasmo, creando un’atmosfera di festa e di partecipazione.
Il percorso, attentamente tracciato, ha attraversato luoghi simbolo della città, unendo la comunità in un momento di celebrazione dello spirito olimpico.
La fiamma non è solo una luce, ma un messaggio di pace, di amicizia e di speranza, un invito a superare le divisioni e a costruire un mondo migliore.
Il suo passaggio a Novara ha riacceso l’orgoglio locale e ha rafforzato il legame tra la città e i valori del movimento olimpico, proiettando l’attenzione su una storia sportiva ricca di passione e di successi.
La presenza di figure come Armano e Bernile ha reso l’evento ancora più significativo, testimoniando l’importanza di celebrare gli eroi dello sport e di trasmettere ai giovani l’eredità di valori fondamentali come il sacrificio, il rispetto e la determinazione.

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