Il Piemonte alza la voce per un ripensamento radicale del suo sistema di mobilità locale.
Una manifestazione dirompente, che ha visto la partecipazione di oltre mille persone sotto il grattacielo della Regione, ha siglato la conclusione del percorso “Il trasporto che ci salva” e l’apertura di una nuova fase di confronto con l’amministrazione regionale.
L’iniziativa, promossa dalla Cgil in collaborazione con un ampio fronte di associazioni civiche, ambientaliste e studentesche – Legambiente, Fridays For Future, Unione degli Universitari, Federconsumatori, Arci, Libera e Comis – ha messo a nudo un quadro preoccupante: solo un’esigua minoranza (l’1,6%) percepisce il servizio di trasporto pubblico come “ottimo”, mentre più della metà degli intervistati (53%) lo giudica insufficiente o addirittura pessimo.
Il percorso “Il trasporto che ci salva”, avviato a febbraio e protrattosi fino a maggio, ha coinvolto l’intero territorio piemontese attraverso quattro assemblee pubbliche, focalizzandosi sulle specifiche esigenze delle diverse aree geografiche – Torino, l’area sud-ovest di Asti e Alessandria, il quadrante nord-ovest di Biella, Novara, Vercelli e il VCO, e Cuneo.
Da queste consultazioni è emersa una richiesta univoca: non solo migliorare l’efficienza del servizio, ma ripensarne le fondamenta per rispondere alle sfide del presente e del futuro.
La manifestazione non è stata solo un atto di protesta, ma un punto di partenza per una “vertenza Piemonte” che la Cgil sta conducendo su più fronti, con l’obiettivo di ottenere risultati concreti.
Le istanze avanzate spaziano dall’incremento delle assunzioni di personale qualificato alla modernizzazione del parco mezzi, dalla potenziamento della capillarità del servizio alla riduzione dell’impatto ambientale, fino alla garanzia di un’accessibilità universale, che tenga conto delle esigenze di persone con disabilità e anziani.
“Abbiamo ascoltato le voci dei cittadini piemontesi, raccogliendo le loro frustrazioni e le loro aspirazioni,” ha dichiarato Stefania Pugliese, segretaria della Cgil Piemonte.
“Questa manifestazione è la testimonianza della crescente consapevolezza che un sistema di trasporto pubblico obsoleto e inadeguato non solo limita la libertà di movimento dei cittadini, ma frena lo sviluppo economico e sociale del territorio.
“Le richieste concrete avanzate includono l’istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Regione, sindacati e associazioni rappresentative, volto a monitorare l’attuazione delle politiche di mobilità e a garantire la trasparenza dei processi decisionali.
Parallelamente, si sollecita la ripresa dei lavori del tavolo regionale per la partecipazione e il confronto sulle politiche dei trasporti, istituito nel 2022 e finora rimasto sostanzialmente inattivo.
In un contesto globale caratterizzato da crisi climatica, urbanizzazione accelerata e invecchiamento della popolazione, investire in un sistema di trasporto pubblico efficiente, sostenibile e inclusivo rappresenta una priorità strategica per il Piemonte.
La richiesta di un cambio di passo è forte e condivisa, e la Cgil si impegna a portare avanti questa vertenza con determinazione, a sostegno delle istanze dei cittadini e a favore di un futuro più giusto e sostenibile per il territorio.
Un incontro con la sottosegretaria Porchietto ha fornito un primo segnale di ascolto, ma è ora necessario tradurre questo segnale in azioni concrete e investimenti mirati.


