Pressione sui servizi sanitari piemontesi: un’analisi approfondita delle dinamiche influenzali e respiratorieIl Piemonte, come il resto del Paese, sta affrontando un incremento significativo della pressione sugli ospedali, un quadro complesso determinato da una recrudescenza delle patologie influenzali e respiratorie, aggravate da fattori demografici e clinici peculiari.
L’andamento dei flussi di pazienti nei pronto soccorso regionali rivela una situazione di allarme, con picchi post-festivi che superano i 260 accessi giornalieri, ben al di sopra della media estiva.
Alle Molinette, il principale centro di riferimento torinese, si registra un aumento marcato dei passaggi, attribuibile in gran parte a sindromi influenzali che rappresentano circa il 30% del totale degli accessi, con un’impennata rispetto alle settimane precedenti.
Un’incidenza significativa è rappresentata dalla polmonite, che colpisce circa il 20% dei pazienti in area degenza intensiva, evidenziando la gravità delle condizioni cliniche affrontate.
Il panorama virologico è dominato dall’influenza A e dallo pneumococco, mentre il Covid-19 appare come un evento sporadico, suggerendo un cambiamento nel profilo epidemiologico rispetto alle precedenti ondate pandemiche.
Un elemento critico è rappresentato dalla prevalenza di pazienti anziani e fragili, affetti da patologie concomitanti come oncologia, trapianti e insufficienze d’organo, che richiedono valutazioni specialistiche urgenti e che presentano un tasso di ricovero significativamente più elevato (30-40%).
Questa situazione si traduce in un’elevata occupazione dei letti di medicina e in prolungamenti eccessivi dei tempi di attesa al pronto soccorso, mettendo a dura prova l’efficienza del sistema.
Contemporaneamente, si osserva una significativa rappresentanza di giovani utenti, che accedono al pronto soccorso per persistenza di sintomi post-terapeutici, richieste di accertamenti diagnostici (in particolare radiologici) e, spesso, per una eccessiva ansia legata alla paura di forme gravi, anche in assenza di reali indicazioni cliniche.
Questo fenomeno contribuisce ulteriormente a sovraccaricare il sistema, sottraendo risorse preziose a pazienti con esigenze mediche più urgenti.
Altri presidi ospedalieri del Piemonte rispecchiano questo scenario di affaticamento del sistema.
All’ospedale Mauriziano, si registra un aumento del 9% rispetto alla media annuale, con una quota significativa attribuibile a infezioni virali.
L’ospedale San Luigi di Orbassano evidenzia un incremento complessivo dell’8% dei passaggi, con un’impennata dei ricoveri per insufficienza respiratoria, una condizione che colpisce in modo particolare i pazienti anziani.
Le dinamiche osservate all’ospedale di Novara, con un picco tra Natale e Capodanno per l’influenza e sporadici casi di Covid, e all’azienda ospedaliera di Alessandria, con un aumento degli accessi e delle sindromi respiratorie, sottolineano la tendenza alla precocità della stagione influenzale e la sua incidenza sulla popolazione più vulnerabile, tra cui gli ospiti delle strutture residenziali.
I dati provenienti dagli ospedali dell’Alessandrino confermano l’aumento dei ricoveri in degenza intensiva per sindromi respiratorie, con una prevalenza di anziani e una percentuale rilevante di casi tra i bambini (0-4 anni).
Infine, la gravità della situazione è accentuata da un numero limitato di casi che richiedono intubazione e da un decesso, indicatori di un impatto clinico non trascurabile sulle persone più fragili.
L’analisi complessiva dei dati suggerisce la necessità di interventi mirati per rafforzare la resilienza del sistema sanitario piemontese, con particolare attenzione alla prevenzione primaria, alla gestione dei casi cronici e alla sensibilizzazione della popolazione sull’importanza della vaccinazione e delle corrette pratiche igieniche.







