Un’area di circa 25 ettari di bosco, situata nei pressi di Crevoladossola, nel cuore del Verbano-Cusio-Ossola, è stata devastata da un incendio sviluppatosi nel pomeriggio di ieri.
L’evento, che ha messo a dura prova le risorse di soccorso, evidenzia la crescente vulnerabilità degli ecosistemi montani di fronte ai cambiamenti climatici e all’aumento del rischio incendiario.
La stima dei danni, fornita dai Vigili del Fuoco di Verbania, è frutto di un primo sopralluogo, e potrebbe essere rivista in seguito a una valutazione più approfondita dell’area colpita.
Il rogo, alimentato da condizioni meteorologiche favorevoli – temperature elevate, bassa umidità e venti variabili – si è propagato rapidamente, mettendo a rischio non solo la flora locale, ma anche potenziali infrastrutture e abitazioni.
La risposta all’emergenza ha coinvolto un dispositivo di soccorso ampio e coordinato.
Oltre alle squadre di terra dei Vigili del Fuoco, composte da circa sessanta unità tra personale specializzato e volontari del corpo antincendio boschivo, sono stati impiegati mezzi aerei per il lancio di acqua.
Due elicotteri regionali e un Canadair hanno operato a staffetta, contribuendo significativamente a contenere le fiamme e a rallentarne l’avanzata.
Al momento, le operazioni si concentrano sulla fase di bonifica, cruciale per rimuovere ogni residuo di combustibile e prevenire riaccesi.
La sorveglianza notturna, affidata a squadre di terra, è mirata a individuare e spegnere prontamente eventuali focolai nascosti, sfruttando la sensibilità del terreno in seguito all’elevata temperatura.
Un ulteriore strumento di monitoraggio è rappresentato dai droni equipaggiati con termocamere, che sorvoleranno la zona al calar della sera.
Queste tecnologie permettono di rilevare anomalie termiche altrimenti invisibili, indicando la presenza di punti ancora caldi e potenzialmente pericolosi.
L’incendio di Crevoladossola, pur contenuto, rappresenta un campanello d’allarme.
La crescente frequenza e intensità degli eventi incendiari nelle aree montane italiane è strettamente legata all’aumento delle temperature medie, alla siccità prolungata e alle pratiche gestionali inadeguate.
La prevenzione, attraverso una gestione forestale sostenibile che promuova la biodiversità e la resilienza degli ecosistemi, e la preparazione, con l’addestramento di personale specializzato e l’implementazione di sistemi di monitoraggio avanzati, diventano quindi imperativi per proteggere il patrimonio naturale e garantire la sicurezza delle comunità locali.
La ricostituzione della copertura vegetale, una volta spento l’incendio, richiederà un impegno pluriennale, con interventi mirati a favorire la rigenerazione naturale e a ripristinare la funzionalità ecologica del territorio.







