mercoledì 11 Marzo 2026

Manifattura Cuneese: Preoccupazioni e Sfide per il 2025

Le prospettive per il manifatturiero cuneese, come rilevato dal centro studi di Confindustria Cuneo, presentano un quadro di preoccupazione per il quarto trimestre del 2025, segnando un’inversione di tendenza rispetto a periodi precedenti.
L’analisi delle aspettative aziendali evidenzia un deterioramento significativo nel saldo tra previsioni ottimistiche e pessimistiche, con una contrazione del 9,5% rispetto al trimestre precedente.

Questa flessione si estende anche ai nuovi ordini, che registrano un calo del 10,8%, e agli ordini destinati all’export, in diminuzione del 12,9%.

Questo scenario negativo, che consolida una tendenza ribassista già in atto, come sottolinea Giuliana Cirio, direttrice di Confindustria Cuneo, non può essere dissociato dall’andamento macroeconomico europeo.

In particolare, la recessione in Germania, motore trainante per l’economia del nostro continente, esercita un impatto diretto e limitativo sulle esportazioni della provincia di Cuneo, penalizzando settori chiave dell’industria locale.
Il centro studi confindustriale, attraverso Elena Angaramo, ricorda inoltre come già nel primo trimestre del 2025 si fosse osservata una contrazione degli scambi commerciali con Francia e Germania, un effetto più marcato rispetto a quello derivante dalle politiche commerciali statunitensi.

Anche il mercato britannico, un tempo considerato un partner commerciale affidabile, sta attraversando una fase di difficoltà.
Nonostante queste sfide, come evidenzia il presidente degli industriali cuneesi, Mariano Costamagna, la provincia mantiene elementi di resilienza.

Il mercato del lavoro, in particolare, mostra performance superiori a quelle di molte altre aree del Piemonte, con un tasso di occupazione relativamente solido.
L’utilizzo degli impianti produttivi rimane ad un livello significativo, suggerendo un’attività industriale ancora capace di generare valore.

Si segnala una lieve flessione nella previsione di ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG), un indicatore sensibile alle oscillazioni dell’attività economica, e la provincia si distingue come una delle poche in regione, insieme a Verbania, a mantenere un tasso di disoccupazione inferiore al 3%.

L’analisi più approfondita suggerisce che la dipendenza dall’export verso il mercato tedesco, sebbene cruciale per la crescita industriale della provincia, rende l’economia cuneese particolarmente vulnerabile alle turbolenze economiche che interessano la Germania.
La diversificazione dei mercati di sbocco, un investimento nella ricerca e sviluppo per l’innovazione e l’incremento della competitività interna, emergono come strategie prioritarie per mitigare i rischi e garantire una crescita sostenibile nel medio-lungo termine.

Inoltre, il rafforzamento dei legami con i mercati extra-europei potrebbe rappresentare un’opportunità per ridurre la dipendenza dai tradizionali partner commerciali europei.
L’attenzione alla formazione del capitale umano e all’adattamento delle competenze dei lavoratori alle nuove esigenze del mercato, costituisce un fattore chiave per la capacità di risposta del tessuto industriale cuneese alle sfide del futuro.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap