Il Consiglio comunale di Salò ha preso una decisione storica revocando la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, conferitagli nel lontano 1924. Questo gesto simbolico rappresenta un importante passo per chiudere definitivamente il capitolo del passato legato al regime fascista. La maggioranza di centrosinistra, al potere da un anno, ha finalmente i numeri per portare avanti questa mozione, contrariamente alle due precedenti occasioni in cui era stata respinta. È un segnale forte che evidenzia il cambiamento politico e sociale avvenuto nella cittadina sulle sponde del Lago di Garda.La decisione di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini è stata motivata dal rispetto dei valori antifascisti su cui si fonda la Costituzione italiana. Questo atto segue altri importanti riconoscimenti come quello della cittadinanza onoraria a Manlio Milani, marito di una vittima della strage di Piazza della Loggia e presidente della Casa della Memoria di Brescia. Il sindaco Francesco Cagnini ha portato con determinazione la mozione in consiglio comunale nonostante le opposizioni cercassero di ostacolarne l’approvazione.Questo passaggio significativo segna la fine di un’epoca e apre la strada ad ulteriori revoci della cittadinanza onoraria a Mussolini in altre città italiane che durante il periodo fascista gli avevano conferito questo riconoscimento. È un segnale forte che indica una volontà diffusa di fare i conti con il passato e guardare al futuro con una prospettiva diversa e più inclusiva.
Revocata cittadinanza onoraria a Mussolini: Salò chiude capitolo passato fascista
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