Rissa al Movicentro, il processo per l’accoltellamento approda in tribunale
Un ventenne è accusato di tentato omicidio; altri tre imputati rispondono di lesioni per la colluttazione del novembre 2024.
È iniziato davanti al collegio del tribunale di Ivrea il procedimento relativo alla rissa avvenuta il 24 novembre 2024 tra il Movicentro e la passerella ferroviaria. Ahmed Kacem, oggi ventenne e difeso dall’avvocato Massimo Campanale, è accusato di tentato omicidio per avere, secondo la ricostruzione dell’accusa, colpito un coetaneo con un coltello a scatto dopo una discussione nata dal rifiuto di condividere una birra.
La persona ferita aveva riportato lesioni alla tempia e all’addome, con una prognosi di cinque giorni e sette punti di sutura. L’arma indicata nel procedimento aveva una lama di cinque centimetri. La difesa, durante le domande agli agenti intervenuti, ha posto l’attenzione sull’entità delle ferite, mentre per l’accusa la valutazione riguarda anche l’eventuale volontà di uccidere.
La rissa, ripresa dalle telecamere di videosorveglianza, avrebbe coinvolto più di dieci persone. Altri tre imputati — Mohamed El Krymy, Yassine Abidi e Badred-Dine Elbedzaoui — sono accusati di lesioni per avere aggredito e ferito altre due persone, una delle quali non identificata. Sono assistiti dall’avvocato Celere Spaziante.
Kacem era stato fermato il giorno successivo al Bennet di Ivrea. Secondo la ricostruzione processuale, dopo l’arresto si trovava senza fissa dimora e la richiesta di una misura meno afflittiva era stata respinta; da allora è detenuto in carcere. Le indagini avevano ricondotto la rissa e l’accoltellamento allo stesso gruppo che frequentava l’area della stazione e del Movicentro.





