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Linea 1 della metropolitana, sette anni di attesa. Manifestazione il 10 ottobre

La Zona Ovest di Torino si prepara a una mobilitazione per chiedere la conclusione del cantiere della Linea 1 della Metropolitana, fermo da mesi dopo la comunicazione del fallimento dell’impresa incaricata dei lavori. Da sette anni cittadini, famiglie, lavoratori e attività economiche convivono con un cantiere che ha interrotto la viabilità di corso Francia, rallentato la vita quotidiana di Collegno, Grugliasco e Rivoli e messo in seria difficoltà tantissime imprese e attività commerciali.

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Linea 1 della metropolitana, sette anni di attesa. Manifestazione il 10 ottobre

La mobilitazione ha fatto un ulteriore passo avanti martedì 6 ottobre, con la conferenza stampa che ha riunito i sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria. Un fronte ampio e trasversale, unito da un unico obiettivo: far ripartire e concludere i lavori della Linea 1 fino a Cascine Vica, restituendo al territorio un’infrastruttura attesa da anni e chiudendo finalmente i cantieri che ne hanno segnato la vita quotidiana. Alla conferenza hanno partecipato rappresentanti di CNA Torino, UIL Piemonte, CISL Torino Nord Ovest, CGIL Zona Ovest di Torino, Confesercenti, Coldiretti Torino, Ascom Confcommercio Torino e provincia.

La manifestazione di sabato 10 ottobre nasce con questo obiettivo preciso: chiedere che la Linea 1 venga completata. La Zona Ovest chiede di poter vedere concluso un cantiere che dura da sette anni e di poter contare finalmente sui benefici della metropolitana per la mobilità, il lavoro, le attività economiche e la qualità della vita.

Linea 1 della metropolitana, sette anni di attesa. Manifestazione il 10 ottobre

«La Linea 1 non è un’opera locale e la richiesta di un supporto concreto allo Stato non è solo un vezzo delle Amministrazioni. Sabato scendiamo in piazza per la Metro: per chiedere che la Linea 1 arrivi a Cascine Vica e che un’opera attesa da anni venga finalmente completata. È questo l’unico obiettivo che ci unisce e sul quale abbiamo chiamato a raccolta istituzioni, sindacati, associazioni di categoria, realtà associative e cittadini. La nostra manifestazione è esclusivamente per il prolungamento e la conclusione del cantiere della Linea 1 della Metropolitana. Ogni altro riferimento ad altre opere o ad altre battaglie non è fondato e non è in alcun modo riconducibile alla manifestazione del 10 ottobre. - spiegano e sottolineano i sindaci Cavallone, Errigo e Gaito - In queste ore è inoltre circolato un volantino falso, realizzato attraverso la manomissione dei loghi istituzionali delle Città, per il quale stiamo provvedendo a fare una segnalazione alla Polizia Postale. Ribadiamo che la nostra è una manifestazione su un tema specifico, con un fine democratico, partecipativo e propositivo, e non di parte. Per questo chiediamo di riaffidare i lavori il prima possibile, nominando un Commissario straordinario con poteri speciali per velocizzare gli adempimenti burocratici per la riassegnazione del bando di gara e richiudendo nel più breve tempo i cantieri in superficie non più necessari al proseguimento dei lavori. La conclusione dell’intervento rappresenta un’infrastruttura strategica per decine di migliaia di persone, essenziale per la mobilità metropolitana e per la competitività economica dell’intera area»

Filippo Provenzano, Segretario CNA Torino, che sostiene ufficialmente la marcia per la metro dichiara:
«CNA ha radici forti in Zona Ovest ed ha investito molto in un'area vocata alla manifattura e ai servizi. Completare rapidamente la realizzazione della linea 1 della metropolitana significa operare concretamente a sostegno della competitività delle imprese dei nostri territori, favorendo una mobilità intelligente a lavoratori e studenti e in definitiva a tutti i residenti. L’attrattività di un territorio è oggi più che mai legata alla qualità della vita e contribuisce anche alla localizzazione di nuove imprese. Per questo chiediamo alle istituzioni, anche attraverso la marcia, di mettersi nelle condizioni di riaprire il cantiere e di terminare i lavori nel più breve tempo possibile».


«Sette anni di cantieri sono troppi. Non possiamo chiedere ancora a cittadini, lavoratori, commercianti e imprese di pagare il prezzo di una situazione che continua a non trovare una soluzione» - dichiara Marco Secci, della segreteria Uil Piemonte -  «È arrivato il momento delle decisioni: servono le risorse per completare la metropolitana, tempi certi per la ripartenza e soprattutto garanzie per i lavoratori. Una crisi aziendale non può diventare una crisi occupazionale e non può trasformarsi in una crisi permanente per tutto il territorio. Il 10 ottobre saremo in campo a fianco della cittadinanza, delle altre organizzazioni sindacali e degli amministratori locali per chiedere un impegno concreto alle istituzioni. Non servono più tavoli senza risultati: servono atti concreti, risorse e una data certa per la ripartenza dei lavori. La metro deve arrivare a Cascine Vica. E insieme alla metro deve ripartire il lavoro, tutelando occupazione, diritti e sicurezza».

«Serve un tavolo permanente per sbloccare i cantieri e rilanciare il territorio. - aggiunge Sabatino Basile, responsabile CISL Torino Nord Ovest - L’impegno pluriennale per il prolungamento della Linea 1 della metropolitana rappresenta uno snodo strategico fondamentale: un’opera pubblica destinata a rivoluzionare il trasporto locale grazie a un sistema intermodale integrato tra metro, gomma e rotaia. Un’infrastruttura capace di garantire flessibilità e un servizio efficiente per tutti i cittadini, studenti, lavoratori e pensionati. Questa grande opera deve procedere di pari passo con la riorganizzazione della sanità territoriale - supportando il nuovo della rete di Case, Ospedali di Comunità e Poli Ospedalieri - e con lo sviluppo del polo universitario, chiamato ad accogliere un numero sempre crescente di giovani.

È fondamentale e urgente istituire un tavolo permanente di confronto tra le istituzioni territoriali, regionali e InfraTo per sbloccare l'attuale fase di stallo e riprendere immediatamente i lavori. Il blocco dei cantieri sta causando gravi perdite occupazionali: occorre restituire dignità e continuità lavorativa alle maestranze e trasformare l'opera in un volano di sviluppo per tutto il quadrante Nord-Ovest. Infine, completare l'infrastruttura significa restituire serenità ai residenti e agli imprenditori della zona, che da tempo convivono con i disagi dei cantieri e che meritano certezze per il proprio futuro abitativo ed economico. Per la Cisl il completamento di tutte le infrastrutture é l’asse portante dello sviluppo sociale ed economico di un territorio.»

«Abbiamo aderito con convinzione a questa manifestazione e ringraziamo per l'iniziativa messa in campo dalle amministrazioni di Collegno, Grugliasco e Rivoli» - dichiara Giovanni Milesi Responsabile CGIL zona Ovest di Torino - «L'avanzamento ed il completamento di importanti opere infrastrutturali come la Metropolitana di Torino, sono un volano indispensabile per lo sviluppo di un territorio in forte difficoltà economica e sociale come l'area Metropolitana di Torino. Il recente rapporto Rota ha evidenziato fra le tante cose due aspetti veramente allarmanti per il benessere dell'area metropolitana: tra il 2008 e il 2023, l'economia della provincia è cresciuta complessivamente solo dello 0,5%. In quindici anni il valore aggiunto pro capite a Torino è salito di appena 188 euro (contro i quasi 10.000 di Milano e i 6.000 di Bologna) ed inoltre Torino cresce meno delle altre province piemontesi. In questo contesto non possiamo permetterci l'arresto di grandi opere infrastrutturali quali la metro e non possono essere le amministrazioni locali, coi limitati mezzi a loro disposizione ad occuparsene, urge un intervento economico del Governo anche in vista dell'imminente e prossima legge di bilancio.

Fermare questo cantiere oltre a creare disagio a commercianti e cittadini a causa del ritardo dei lavori, ha già causato la perdita del posto di lavoro per oltre 40 addetti impiegati nel cantiere stesso, su cui chiediamo un diritto di precedenza nelle assunzioni per la futura ripartenza dei lavori. E' centrale il completamento nel minore tempo possibile anche per una questione di accessibilità alle università ed ai luoghi di lavoro del nostro territorio, di accessibilità alla nuova rete della sanità territoriale sviluppatasi con l'apertura di case di comunità e ospedali di comunità».

«Massima solidarietà – dice Vincenzo Nettis, presidente di Confesercenti – alle attività commerciali e artigianali colpite dall'ennesimo blocco dei lavori della linea 1 della metropolitana. Confesercenti partecipa convintamente alla manifestazione del 10 ottobre a fianco delle imprese che, giustamente, esigono interventi straordinari ed efficaci. Più in generale, però, questa vicenda dimostra ancora una volta la necessità di rendere operativa la nostra storica proposta, che in questa occasione rilanciamo: si istituisca un consistente fondo preventivo per ristorare le attività economiche danneggiate dai grandi cantieri, perché gli sgravi ora riconosciuti sono drammaticamente insufficienti, tanto più di fronte a rallentamenti o addirittura a blocchi, come in questo caso. Dovrebbe essere una misura contenuta in qualsiasi bando di appalto per lavori di una certa rilevanza.

Come abbiamo ribadito in tante occasioni, - continua Nettis - siamo favorevoli ai grandi interventi sul territorio: sono auspicabili e indispensabili, anche per il bene del commercio di prossimità. Ma ciò non può significare la morte di un tessuto commerciale già messo a dura prova su altri fronti. Non è accettabile che interventi che potrebbero aiutare il piccolo commercio, in pratica ne compromettano l’esistenza. Un negozio non è una grande fabbrica, una volta costretto alla chiusura, non ha più la forza per riaprire. L’approccio dunque – conclude il presidente – va radicalmente cambiato dall’inizio con precise garanzie e tutele contenute nei bandi di appalto».

Anche Coldiretti Torino si schiera a fianco dei sindaci della Zona Ovest per una rapida riapertura e conclusione dei cantieri della tratta Collegno-Cascine Vica. «Il completamento della Linea 1 della metropolitana – osserva il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici – è fondamentale per la mobilità dei cittadini e per l’economia del territorio dove operano anche le nostre imprese agricole».

La presidente Maria Luisa Coppa dell’ASCOM Confcommercio Torino e provincia aggiunge: «Il prolungamento della metropolitana rappresenta un elemento infrastrutturale strategico per tutto il nord-ovest della città e dell’area metropolitana, ma le difficoltà incontrate nel cantiere rischiano di allungare ulteriormente tempi già dilatati. Come Ascom Confcom Torino e provincia chiediamo che si faccia presto, ma soprattutto bene: anni di lavori hanno già messo a dura prova negozi, bar e attività di prossimità lungo il percorso, tra difficoltà di accesso, polvere, rumore e cali di fatturato. Un ulteriore rinvio sarebbe un colpo durissimo per i commercianti che hanno resistito con pazienza, contando su una prospettiva concreta di ripresa. La metropolitana non è solo mobilità: è rigenerazione urbana, è valore per il territorio, è contrasto al traffico congestionato e allo smog, è ossigeno per il commercio di vicinato di Collegno, Grugliasco e Rivoli. Per questo sollecitiamo le istituzioni a individuare rapidamente una soluzione che garantisca la continuità del cantiere e tempi certi. Le imprese del territorio meritano certezze e una data credibile di apertura».

«La manifestazione pubblica è fissata per sabato 10 ottobre alle ore 14.30, con partenza da Piazza Mercato Santa Maria a Collegno. Il corteo percorrerà corso Francia fino a Rivoli, dove arriverà ai Giardini Falcone, con ingresso da via Adige » continuano i Sindaci, che sono stati convocati in Regione dall'Assessore Bussalino assieme al Sindaco di Torino Stefano Lorusso nel pomeriggio di venerdì 24 luglio proprio per discutere di come interloquire in maniera coordinata con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «La nostra comunità ha già sopportato troppo. La Metropolitana è un’opera decisiva per il futuro del territorio e non può restare ostaggio di ritardi, fallimenti e incertezze. Chiediamo a cittadine e cittadini, alle associazioni, ai partiti di ogni appartenenza politica e ai gruppi civici di aderire alla manifestazione e scendere su corso Francia con noi. È il tempo della responsabilità collettiva. È tempo di far sentire la nostra voce».

Le associazioni, i gruppi e le scuole che desiderano aderire possono scrivere a: segreteria.sindaco@comune.rivoli.to.it

Fonte: Comune di Rivoli
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