Nel dicembre 2025, la Capitaneria di Porto di Civitavecchia ha innescato una serie di interventi amministrativi che hanno evidenziato le sfide crescenti nella vigilanza sulla sicurezza delle navi mercantili straniere che attraccano nei porti laziali.
Due imbarcazioni, una portarinfuse panamense e un mercantile di Antigua e Barbuda, sono state soggette a fermo amministrativo a seguito di ispezioni approfondite, un’azione che si inserisce in un quadro più ampio di 76 controlli effettuati nel corso dell’anno.
Questi fermi, sebbene rappresentino un’interruzione temporanea delle operazioni commerciali, sono la diretta conseguenza di un’intensificazione degli sforzi di controllo esercitati dalla Direzione Marittima del Lazio, attraverso i team specializzati del Port State Control.
Questi specialisti, operando in linea con le normative internazionali e nazionali, si concentrano sull’assicurare che le navi straniere rispettino rigorosi standard di sicurezza, prevenendo incidenti potenzialmente gravi e salvaguardando l’ambiente marino.
L’episodio più significativo ha riguardato la portarinfuse panamense, bloccata a Civitavecchia dopo la scoperta di quattordici non conformità.
Le irregolarità, concentrate nella sala macchine, negli impianti antincendio e nelle strutture di sicurezza del carico, hanno richiesto una revisione completa e una risoluzione prima della ripresa della navigazione.
Questa nave, come anche l’altra mercantile fermata a fine anno, rappresentano un esempio di come la vigilanza mirata possa rivelare vulnerabilità spesso nascoste nelle operazioni marittime globali.
L’altra nave, il mercantile di Antigua e Barbuda, era stata precedentemente attenzionata a causa di un’avaria al motore occorsa durante la rotta dalla Grecia a Civitavecchia.
Il sistema di monitoraggio internazionale, cruciale per la sicurezza marittima, aveva consentito alla Guardia Costiera di seguire l’imbarcazione in ogni fase della navigazione, preannunciando la necessità di un’ispezione più approfondita all’attracco.
Le dodici non conformità riscontrate, classificate come “gravi”, hanno richiesto interventi urgenti e hanno temporaneamente sospeso le sue attività.
Un elemento particolarmente rilevante è l’imposizione del “bando di ingresso” dai porti europei per una delle navi ispezionate a Gaeta nel mese di ottobre.
Questa sanzione, applicata in casi di violazioni particolarmente gravi e reiterate, riflette la crescente severità delle misure adottate per garantire la conformità agli standard internazionali.
Questi eventi sottolineano la complessità della gestione del traffico marittimo internazionale e l’importanza cruciale del Port State Control come strumento di prevenzione e sicurezza.
Il continuo monitoraggio, le ispezioni approfondite e l’applicazione rigorosa delle normative sono elementi imprescindibili per la tutela della vita umana in mare, la protezione dell’ambiente marino e la salvaguardia della reputazione del sistema portuale italiano.
Il fermo amministrativo, seppur temporaneo, agisce come un campanello d’allarme, incentivando gli armatori a investire nella sicurezza e a garantire che le loro navi siano conformi agli standard globali, rafforzando così la resilienza dell’intera filiera logistica marittima.








