Nell’accoglienza calorosa di un gruppo di pellegrini provenienti dalla Parrocchia Santo Tomás de Villanueva di Alcalá de Henares, in Spagna, Papa Leone ha centrato il suo discorso sulla figura illuminante di San Tommaso da Villanova, un uomo che ha incarnato in modo straordinario i principi evangelici.
Lungi dall’essere semplicemente un modello biografico, Tommaso rappresenta un invito pressante a riscoprire l’essenza del cristianesimo, troppo spesso offuscata dalle complesse dinamiche del mondo contemporaneo.
Il Papa ha evidenziato come il titolo attribuito a San Tommaso, “mendicante di Dio”, riveli una profonda spiritualità, una costante ricerca di Dio che si manifesta nell’amore incondizionato per i più vulnerabili.
Citando il suo scritto *Dilexi te*, il Pontefice ha esplicitamente affermato che l’incontro con il povero non è un atto di carità isolato, ma un’esperienza sacramentale: un’epifania divina che rivela la presenza tangibile del Signore nel volto di chi soffre.
Lungi da una mera assistenza materiale, l’incontro con il povero richiede una trasformazione interiore, una capacità di vedere al di là delle apparenze e di riconoscere la dignità intrinseca di ogni persona, indipendentemente dalle sue condizioni sociali o economiche.
L’opera instancabile di San Tommaso, caratterizzata da una laboriosità esemplare, risuona con particolare urgenza in un’epoca dominata dalla velocità e dalla ricerca di gratificazioni immediate.
La sua dedizione al lavoro, in particolare nel campo universitario, contrasta con la cultura dell’effimero e dell’eccesso, invitando a una riflessione critica sui valori che orientano le nostre scelte e il nostro agire.
Il Papa ha poi sottolineato la sobrietà e la semplicità che hanno contraddistinto la vita di San Tommaso, in un mondo spesso ossessionato dall’ostentazione e dal consumo.
La sua abnegazione, il suo zelo apostolico, non sono esempi da relegare al passato, ma stimoli concreti per il presente.
Sono un monito a riconoscere i doni e i talenti che ognuno di noi ha ricevuto e a impiegarli con impegno e dedizione al servizio della comunità.
Questo non è un atto di generosità, ma una necessità intrinseca alla fede cristiana, una risposta concreta all’invito del Signore a moltiplicare i talenti ricevuti, affinché possano beneficiare l’intera umanità, contribuendo a costruire un mondo più giusto, solidale e fraterno.
La testimonianza di San Tommaso, quindi, ci spinge a una riflessione profonda sul significato della vera ricchezza, che non risiede nell’accumulo di beni materiali, ma nella capacità di donare sé stessi agli altri.






