Riforma Sanitaria Lazio: Più Efficienza e Responsabilità

La recente delibera regionale che riduce la validità delle prescrizioni mediche, accompagnata da un rigore inedito nella gestione delle liste d’attesa e delle assenze ingiustificate, mira a ristabilire un equilibrio fondamentale nel sistema sanitario laziale.
Questa iniziativa, lungi dall’essere una deviazione o un atto arbitrario come alcuni sostengono, rappresenta un tentativo necessario di riordinare un sistema gravato da inefficienze e abitudini consolidate.

Il nodo centrale della questione risiede nella gestione del RECUP, il servizio di prenotazione centralizzato.

La prassi attuale, che calcola i tempi di attesa a partire dalla data di emissione della ricetta, crea una distorsione significativa.

Pazienti che si rivolgono al RECUP anche a distanza di dieci giorni dalla prescrizione compromettono la corretta gestione delle priorità e l’equità nell’accesso alle prestazioni sanitarie.
La nuova regolamentazione, con la sua finestra di validità ridotta, impone una maggiore tempestività nell’inoltro della richiesta e nell’organizzazione del percorso di cura.
L’amministrazione regionale si è posta l’obiettivo di instaurare una cultura della responsabilità, sia per i pazienti che per gli operatori sanitari.

La richiesta di celerità nell’inoltro delle prenotazioni, in linea con la tempistica indicata dal medico (i famosi “30 giorni”), non è una forma di pressione, ma un invito a considerare l’urgenza della situazione.
La Regione si impegna a garantire l’effettiva erogazione delle prestazioni prescritte, ma non può ignorare la realtà di oltre 50.000 richieste che giungono al RECUP a distanza di oltre 40 giorni dall’emissione: questo dato suggerisce che molte richieste non sono intrinsecamente urgenti e che un dialogo più diretto con il medico curante potrebbe chiarire le reali necessità del paziente.

La parallela introduzione di sanzioni per le assenze ingiustificate (“no show”), un fenomeno che coinvolge circa 300.000 persone, sottolinea l’importanza del rispetto dell’appuntamento medico, risorsa preziosa per l’intero sistema.
Queste sanzioni non sono punitive, ma rappresentano un segnale chiaro della necessità di un impegno condiviso per ottimizzare l’utilizzo delle risorse sanitarie.

L’immagine di Oronzo Canà, il personaggio del film “L’allenatore nel pallone”, è stata evocata per sottolineare la necessità di un approccio più pragmatico e informato nelle discussioni sanitarie.

La complessità del sistema sanitario richiede una comprensione approfondita delle dinamiche in gioco, al di là di posizioni ideologiche o strumentali.
In definitiva, la delibera regionale e le misure ad essa connesse non sono altro che un tentativo coraggioso di affrontare un problema strutturale, promuovendo una gestione più efficiente, equa e responsabile delle risorse sanitarie nel Lazio.
Si tratta di un percorso che richiede la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, dai pazienti agli operatori sanitari, con l’obiettivo di costruire un sistema sanitario più resiliente e orientato al benessere della comunità.

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