Un atto amministrativo recente, siglato dalla Regione Lazio nel dicembre 2025, ha generato una ondata di preoccupazione e scompiglio all’interno del Terzo Settore regionale.
Il provvedimento, apparentemente volto a garantire la trasparenza e l’efficienza del sistema, ha comportato la cancellazione di un numero significativo di enti dal Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
La motivazione addotta è legata ad un presunto inadempimento di obblighi di natura formale, in particolare relativi all’aggiornamento e alla corretta trasmissione degli atti statutari e dei bilanci.
La decisione, sebbene formalmente giustificata, solleva questioni profonde e contrasta con la riconosciuta importanza strategica del Terzo Settore per il tessuto sociale e assistenziale del Lazio.
Le conseguenze immediate rischiano di compromettere non solo la stabilità finanziaria e operativa di queste organizzazioni, ma anche la continuità di servizi essenziali rivolti a fasce vulnerabili della popolazione.
Paradossalmente, tra gli enti colpiti si trovano realtà che hanno dimostrato un impegno tangibile e un contributo significativo al benessere della collettività.
Organizzazioni che collaborano attivamente con le strutture sanitarie regionali, fornendo supporto cruciale per l’erogazione di servizi e l’assistenza ai pazienti.
Enti che, durante l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, si sono prodigati in prima linea per rispondere alle urgenti necessità della comunità, lavorando fianco a fianco con la Protezione Civile.
Ancora più recentemente, realtà che hanno coadiuvato gli sforzi organizzativi legati al Giubileo, contribuendo al successo dell’evento e all’accoglienza dei visitatori.
Il provvedimento ha destato forte perplessità tra gli operatori del Terzo Settore, i quali lamentano una carenza di comunicazione preventiva e una mancanza di opportunità per sanare le presunte irregolarità.
La sensazione è quella di un’azione punitiva, più che di un tentativo costruttivo volto a migliorare la governance del settore.
L’assenza di un preavviso adeguato ha privato gli enti della possibilità di regolarizzare la propria posizione, esponendoli a rischi legali e finanziari di notevole entità.
La consigliera regionale Marta Bonafoni, coordinatrice nazionale del Partito Democratico e referente per il Terzo Settore e l’associazionismo, ha espresso con forza la necessità di una revisione del provvedimento, auspicando una sua revoca in sede di autotutela.
La consigliera sottolinea come il Terzo Settore rappresenti un pilastro fondamentale del welfare regionale, un motore di sviluppo sociale e un fattore di coesione territoriale, e come una decisione di tale portata, presa senza un adeguato confronto con gli attori del settore, possa avere effetti devastanti.
Si propone l’apertura di un “periodo finestra” dedicato alla regolarizzazione delle posizioni, un’opportunità per gli enti di adempiere agli obblighi formali e di evitare la cancellazione dal RUNTS, garantendo al contempo la continuità dei servizi offerti alla comunità.
L’obiettivo primario deve essere quello di supportare e valorizzare il Terzo Settore, non di penalizzarlo con procedure rigide e poco flessibili.








