La Musica come Via: Un Viaggio Spirituale Attraverso i Capolavori dell’Ottocento e del NovecentoL’Accademia Nazionale di Santa Cecilia inaugura un ciclo di tre conferenze, un’occasione unica per esplorare il profondo legame tra musica e spiritualità.
Guidati dal giornalista Corrado Augias e dal direttore d’orchestra Aurelio Canonici, i partecipanti saranno invitati a un’analisi ravvicinata di composizioni che trascendono la mera espressione artistica, divenendo potenti veicoli di ricerca interiore e contemplazione del divino.
Il ciclo, che si articolerà tra gennaio, febbraio e aprile, si terrà nella sala grande dell’Auditorium Parco della Musica.
Il primo incontro, intitolato “Cantare Dio”, si immerge nel cuore di un’epoca segnata da una fede intensa e spesso tormentata.
L’itinerario musicale spazia dal Barocco al Novecento, illuminando opere che incarnano la ricerca del trascendente.
Si partirà dalla profonda umanità del *Stabat Mater* di Pergolesi, per proseguire con la solennità drammatica della *Passione secondo Matteo* di Bach, un’opera che scolpisce nel suono la sofferenza e la redenzione.
L’incontro proseguirà con l’eterea bellezza dell’*Ave Verum Corpus* di Mozart, un’evocazione di purezza e grazia divina, e si concluderà con la complessità emotiva delle *Terza* e *Quarta Sinfonia* di Mahler, dove la lotta interiore dell’artista si traduce in un’esperienza sonora tra estasi e disperazione.
Augias e Canonici non si limiteranno a contestualizzare le opere, ma ne analizzeranno la struttura, la strumentazione e l’uso del timbro, svelando come i compositori abbiano saputo plasmare il suono per creare un senso di sospensione, di elevazione spirituale.
Il secondo appuntamento, “L’Eternità in Musica”, si concentra sull’esplorazione del concetto di tempo infinito e della sua rappresentazione attraverso la musica.
Beethoven, con la maestosa *Nona Sinfonia*, evoca un Padre celeste inaccessibile, un principio creatore che si manifesta attraverso l’armonia universale.
Wagner, con il *Preludio del Lohengrin*, dipinge un quadro di angeli che portano sulla terra la coppa del Graal, simbolo di grazia e salvezza, mentre il drammatico *Parsifal* continua la riflessione sulla ricerca di tale redenzione.
L’analisi si soffermerà sul ruolo della voce, del coro e dell’orchestrazione nel creare un’atmosfera di trascendenza, di sospensione temporale.
L’ultimo incontro, “Requiem: Dialoghi tra il Sacro e il Dramma”, affronta il tema della morte e del lutto attraverso le diverse interpretazioni del *Requiem*.
Confrontando il *Requiem* incompiuto di Mozart, intriso di serenità e mistero, con il monumentale e teatralmente potente *Requiem* di Verdi, si esploreranno le sfumature dell’esperienza umana di fronte all’inevitabile.
Si analizzeranno l’austera solennità del *Requiem* di Brahms e la raffinata contemplazione del *Requiem* di Fauré, evidenziando come i compositori abbiano utilizzato la musica per esprimere il dolore, la speranza e la fede.
Il ciclo si concluderà con un’analisi di brani sinfonici come la *Patetica* di Čajkovskij, la *Morte e Trasfigurazione* di Richard Strauss e la *Morte di Isotta* dal *Tristan und Isolde* di Wagner, opere che incarnano la fusione tra musica, passione e contemplazione della morte come passaggio verso un’altra dimensione.
L’obiettivo è offrire al pubblico una comprensione più profonda non solo dei capolavori musicali, ma anche del loro significato spirituale e della loro capacità di risuonare nell’animo umano.






