La decisione di Orecchio Acerbo di interrompere la propria affiliazione all’Associazione Italiana Editori (AIE) rappresenta una frattura significativa nel panorama editoriale italiano, innescata da una divergenza profonda di valori.
La controversia ruota attorno all’ammissione, come espositore alla fiera “Più Libri Più Liberi”, della casa editrice Passaggio al Bosco.
Questa scelta, a giudizio di Orecchio Acerbo, si pone in aperta dissonanza con i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana, frutto di una dolorosa esperienza storica e garante di libertà, democrazia e diritti inviolabili.
La scelta dell’AIE, pur nella sua apparente neutralità, evidenzia una problematica più ampia: la difficoltà di definire confini etici e ideologici all’interno di un’industria culturale che aspira a universalità.
L’argomentazione fornita dal presidente Cipolletta, che attribuisce all’AIE un ruolo passivo nella selezione degli espositori, appare a Orecchio Acerbo insufficiente e persino evasiva.
La mera assenza di una selezione attiva non può esonerare l’associazione da una responsabilità morale e dalla necessità di vigilare sulla coerenza dei valori promossi attraverso l’evento fieristico.
La decisione di uscire dall’AIE non è stata presa alla leggera, ma è il risultato di un’attenta riflessione e di un profondo senso di responsabilità.
Orecchio Acerbo, come editore, si sente investito del compito di difendere i valori costituzionali e di contribuire a promuovere una cultura improntata al rispetto della dignità umana e alla lotta contro ogni forma di intolleranza e discriminazione.
L’ammissione di un editore i cui contenuti manifestamente contrastano con tali principi, a prescindere dalle motivazioni addotte, appare a Orecchio Acerbo inaccettabile.
Questa vicenda solleva interrogativi cruciali sul ruolo dell’editore nella società contemporanea.
Oltre alla mera funzione di veicolo di idee, l’editore ha la responsabilità di agire come custode dei valori democratici e di contribuire alla formazione di una coscienza civile consapevole.
La decisione di Orecchio Acerbo, seppur dolorosa, mira a riaffermare questo principio fondamentale e a stimolare una riflessione più ampia sul rapporto tra cultura, etica e impegno civile.
La fiera “Più Libri Più Liberi” si trova ora di fronte alla sfida di riconciliare l’inclusività con la difesa dei principi costituzionali, evitando che la tolleranza si trasformi in acquiescenza verso posizioni antidemocratiche.
Il futuro dell’associazione e della fiera dipenderà dalla sua capacità di rispondere a questa sfida con coraggio e coerenza.

