Il Palatino, cuore pulsante dell’antica Roma, si appresta a rivelare i suoi segreti più intimi grazie a un ambizioso programma di valorizzazione.
Dieci interventi strategici, finanziati dal Piano Caput Mundi nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), promettono di arricchire l’esperienza di visita e di gettare nuova luce su un patrimonio di inestimabile valore.
L’iniziativa non si limita al restauro conservativo, ma abbraccia l’innovazione tecnologica e la creazione di percorsi turistici inediti, con l’obiettivo di rendere il Palatino più accessibile, coinvolgente e culturalmente significativo.
Un elemento chiave di questa trasformazione è l’apertura al pubblico di aree precedentemente inaccessibili, considerate vere e proprie “stanze segrete” della storia romana.
Come la Schola Praeconum, inaugurata lo scorso anno, questi luoghi racchiudono un fascino particolare, legato alla loro funzione originaria e all’aura di mistero che li avvolge.
La Schola Praeconum, ad esempio, testimonia l’importanza degli araldi, i *praecones*, figure cruciali nell’annuncio delle solennità e dei giochi circensi, una componente essenziale della vita pubblica romana.
Oltre alla casa dei Grifi, la cui apertura in tempo reale sarà un ulteriore passo in questa direzione, il piano prevede interventi su siti di eccezionale rilevanza.
I sotterranei di Sant’Anastasia, adiacenti alla basilica palatina, celano forse tracce di strutture ancora più antiche, mentre le stanze segrete della Domus Tiberiana, la residenza imperiale, verranno ampliate per rivelare nuovi affreschi e decorazioni.
Il criptoportico centrale della Domus Tiberiana, una galleria coperta che collegava diverse aree del palazzo, sarà oggetto di un’accurata analisi e restauro.
Particolarmente suggestiva è la Coenatio Rotunda, situata nella zona della Vigna Barberini.
Secondo ipotesi scientificamente fondate, questa struttura potrebbe identificarsi con la celebre sala da pranzo girevole descritta nelle fonti relative alla Domus Aurea di Nerone, un esempio di ingegneria e architettura volta a stupire e a celebrare il potere imperiale.
L’indagine condotta da un team di specialisti francesi, in collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo, potrebbe fornire elementi decisivi per confermare questa affascinante teoria.
Anche le Curiae Veteres, un santuario dedicato a divinità ancestrali, e l’area lastricata del Lapis Niger, luogo dei comizi e centro nevralgico della vita politica romana, saranno oggetto di interventi mirati.
Il Lapis Niger, con la sua pavimentazione in pietra nera, costituisce una testimonianza preziosa delle pratiche rituali e delle cerimonie pubbliche dell’epoca repubblicana.
Infine, per migliorare l’accessibilità e l’esperienza di visita complessiva, è previsto un nuovo accesso al Parco dal lato di Via dei Cerchi, un intervento cruciale per gestire al meglio i flussi di visitatori e rendere il Palatino più fruibile a persone con mobilità ridotta.
L’ambizioso cronoprogramma del PNRR mira al completamento di questi interventi entro l’anno corrente, segnando una nuova era per il Parco Archeologico del Colosseo e consolidando il Palatino come un polo di eccellenza nel panorama del turismo culturale italiano.
L’iniziativa non si configura solamente come un restauro, ma come una vera e propria rinascita, un’occasione unica per riscoprire e valorizzare un patrimonio che testimonia la grandezza e la complessità dell’antica Roma.

