Saluto a Daniele Segre, l’arte cinematografica che abbraccia la realtà in tutta la sua essenza.

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05 febbraio 2024 – 20:46

Tra i suoi lavori, spiccano “La morte sul lavoro” e “Giovani allo stadio”.

Il mondo del cinema italiano piange la scomparsa di Daniele Segre, regista che ha sempre posto la realtà sociale al centro dei suoi lavori per il cinema e per il teatro. Nato ad Alessandria l’8 febbraio 1952, Segre ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama cinematografico italiano con film come Morire di lavoro, Ragazzi di Stadio quarant’anni dopo, Lisetta Carmi un’anima in cammino e Nome di battaglia: donna.Segre era una figura completa nel campo del cinema, dotato di abilità nella regia, nella scrittura, nel montaggio e nelle arti visive come scenografia e fotografia. Le sue opere hanno ricevuto applausi nei festival internazionali, a partire dalla prestigiosa Mostra del Cinema di Venezia. Oltre alla sua carriera artistica, Segre è stato anche docente di Cinema presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e direttore didattico del corso di reportage della sede Abruzzo.Considerato un alfieri del cinema indipendente italiano a basso budget, Segre ha dedicato una delle sue ultime opere del 2021 al regista Tonino De Bernardi, autodidatta e pioniere dell’underground, intitolata ‘Un tempo un incontro’. Nel 2023 ha affrontato l’arte come tema centrale nel suo film su Piero Gilardi intitolato “artista umile, straordinario, coerente”, presentato a CinemAmbiente a Torino.La cerimonia funebre per Daniele Segre si terrà presso il Cimitero Monumentale di Torino, corso Regio Parco 90, il mercoledì 7 febbraio alle ore 10. La notizia è stata diffusa dalla società I Cammelli, fondata dal regista nel 1981. I familiari di Segre, Marcella ed Emanuele Segre, hanno scritto una nota in cui ricordano il regista come una figura dedicata alla “cinema della realtà”, dando voce a coloro che sono emarginati e fragili e onorando personaggi che hanno segnato la storia. Segre era un fotografo e autore di film scomodi e provocatori, capace di creare un linguaggio cinematografico distintivo che rompeva con i canoni convenzionali. Come insegnante esigente e stimato, ha introdotto generazioni di studenti al cinema sociale, trasmettendo loro perseveranza, passione e competenze tecniche. Sarà ricordato per la sua acutezza nel mettere in luce gli aspetti più profondi delle persone e per il suo costante impegno umano, civile e politico caratterizzato da sincerità, coerenza, intuito tagliente e curiosità.

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