L’esordio degli azzurri agli Europei di pallamano si è concluso con una sconfitta, confermando le gerarchie del Gruppo F e le aspettative pre-partita: l’Islanda, giustamente indicata come una delle candidate alla vittoria del girone, ha prevalso 39-26 all’Arena di Kristianstad.
Un risultato che, pur nel contesto di un torneo di altissimo livello, sottolinea la sfida impegnativa che attende la nazionale italiana.
Il ritorno agli Europei, dopo un’assenza di ventotto anni, ha visto l’Italia confrontarsi con una formazione islandese di comprovata esperienza e potenza.
Sebbene l’approccio iniziale degli azzurri abbia mostrato sprazzi di brillantezza e una buona resilienza mentale, la superiorità complessiva degli islandesi si è fatta sentire, evidenziando la differenza di spessore tecnico e tattico.
Figure chiave come il terzino Gisli Kristjansson e il centrale Janus Smarason – quest’ultimo premiato come MVP con un significativo contributo di otto reti – hanno orchestrato il gioco islandese, dimostrando la loro capacità di creare scompiglio nelle difese avversarie.
L’analisi post-partita del direttore tecnico Bob Hanning ha quantificato il divario tra le due squadre in circa quattro o cinque gol, un’impressione supportata dal punteggio finale.
Il problema principale risiede nella difficoltà di contenere le efficaci transizioni offensive islandesi, che hanno costantemente messo in difficoltà la difesa italiana.
La pressione esercitata dalla difesa avversaria ha inoltre contribuito a un aumento degli errori tecnici, una conseguenza inevitabile quando si opera sotto stress e con tempi di reazione ridotti.
Nonostante la sconfitta, la squadra ha dimostrato carattere e impegno, lottando su entrambi i fronti.
L’apporto dei giocatori subentrati è stato positivo, testimoniando la profondità di un gruppo determinato a onorare la competizione.
La capacità di rialzarsi rapidamente e focalizzarsi sulla partita successiva è cruciale in un torneo così serrato.
L’immediato obiettivo è il confronto con l’Ungheria, domenica 18 gennaio, un incontro cruciale per determinare le prospettive di accesso al Main Round.
L’analisi dettagliata della performance odierna, volta a identificare margini di miglioramento e aree critiche, sarà affiancata dallo studio approfondito del gioco ungherse.
Questa duplice strategia mira a massimizzare le possibilità di successo, consentendo alla squadra di presentarsi alla sfida di domenica con una preparazione mirata e una chiara comprensione delle proprie capacità e delle strategie avversarie.
La partita contro l’Ungheria non è solo un incontro, ma un vero e proprio crocevia per le ambizioni europee dell’Italia.







