Coco Gauff ha inaugurato il suo cammino agli Australian Open con una vittoria convincente, proiettandosi verso l’ambizioso obiettivo di conquistare il primo sigillo Slam della sua carriera.
La Rod Laver Arena, avvolta dal calore di Melbourne, ha accolto l’americana, testa di serie numero 3, che ha superato l’uzbeka Kamilla Rakhimova (nata in Russia) con un perentorio 6-2, 6-3.
Ma la vittoria, pur significativa, è stata condita da un guizzo di leggerezza e autoironia: un nuovo look, con i capelli tinteggiati di rosso, ha scatenato un sorriso e un bonario riferimento al collega Jannik Sinner, campione agli Australian Open per due edizioni consecutive.
“C’è un altro tennista che va alla grande con questo colore!” ha esclamato Gauff, sottintendendo un omaggio, velato di spirito competitivo, al talento azzurro.
Il gesto, apparentemente minore, rivela una personalità matura, capace di dosare con maestria la concentrazione necessaria per la competizione e la capacità di sdrammatizzare, un aspetto cruciale per gestire le pressioni che derivano dall’essere una delle stelle emergenti del tennis mondiale.
La partita contro Rakhimova, pur vinta con relativa facilità, ha evidenziato alcune aree di miglioramento.
Gauff ha ammesso di aver lavorato per eliminare le incertezze iniziali al servizio, un dettaglio tecnico che, se affinato, potrebbe fare la differenza nei turni successivi, soprattutto contro avversarie di maggiore calibro.
La sua analisi post-partita dimostra una lucidità e una disciplina tipiche di un’atleta che si pone obiettivi elevati.
Il secondo turno vedrà Gauff affrontare la serba Olga Danilovic, vincitrice del match contro la leggendaria Venus Williams, un ostacolo tutt’altro che banale.
La sfida con Danilovic rappresenta un banco di prova importante per valutare la reale condizione fisica e mentale dell’americana.
Gauff ha sottolineato l’importanza di non lasciarsi sopraffare dalla pressione del torneo, esprimendo un desiderio ardente: “Voglio vincere questo torneo.
Sono soddisfatta solo se vinco, ma sono orgogliosa di me stessa a prescindere da come andrà a finire”.
Queste parole non sono solo un’affermazione di ambizione, ma una dichiarazione d’intenti che rivela un approccio equilibrato alla competizione, fondato sull’autostima e sulla ricerca costante del miglioramento, elementi imprescindibili per un futuro di successi nel panorama del tennis femminile.
L’esperienza agli Australian Open si prospetta quindi come un percorso di crescita, un test impegnativo ma potenzialmente gratificante verso l’agognato traguardo del primo titolo Slam.







