Stallo e tensione in Iraq per l’elezione del presidente del Parlamento: nessun accordo tra i rappresentanti del popolo, rissa in Aula e voto fallito.

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Nell’odierno scenario politico dell’Iraq, si è verificata un’altra giornata di stallo e tensione per l’elezione del presidente del Parlamento. I rappresentanti del popolo non sono riusciti a raggiungere un accordo sulla nomina dello speaker, poicheeacute; nessuno dei due principali candidati è riuscito a ottenere la maggioranza durante una sessione parlamentare estremamente tesa, che ha visto persino lo scoppio di una rissa. Questo episodio segna l’ennesimo fallimento nel tentativo di sostituire il precedente capo del Parlamento, destituito lo scorso novembre a causa delle profonde divisioni esistenti tra i principali partiti sunniti.Il voto odierno rappresentava il passaggio più vicino alla designazione del nuovo speaker del Parlamento, composto da 329 membri, con la presenza di 311 deputati in Aula e il candidato principale che ha perso solamente 7 voti rispetto al suo avversario. Secondo quanto riportato dall’ufficio stampa del Parlamento, 137 parlamentari hanno espresso la loro preferenza per Mahmoud al-Mashhadani, il deputato più anziano in carica, mentre 158 hanno optato per Salem al-Issawi.Tuttavia, affincheeacute; un candidato possa essere eletto speaker è necessario ottenere almeno 165 voti favorevoli. La situazione si è ulteriormente complicata dal momento che diversi deputati non sono tornati in Aula per partecipare a una seconda votazione: durante la sessione si è infatti verificata una violenta rissa, documentata dai video diffusi sui social media, che ha causato anche il ferimento di uno dei parlamentari presenti. Di fronte a tale caos e disordine, la seduta è stata sospesa e rinviata a data da destinarsi.

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