Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha rilasciato una nota ufficiale in cui si conferma la conversazione tra il segretario di Stato Marco Rubio e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. La telefonata, avvenuta venerdì scorso, aveva l’obiettivo di ripercorrere le posizioni reciproche sul tema dei dazi e delle esportazioni tra i due paesi.Rubio ha espresso il sostegno dell’amministrazione Usa a Israele, evidenziando la determinazione degli Stati Uniti a mantenere relazioni solide con lo Stato ebraico. La conversazione ha anche toccato la situazione delicata di Gaza, con Rubio che ha ribadito l’impegno dell’amministrazione Usa per liberare gli ostaggi.Secondo fonti ufficiali israeliane, il premier Netanyahu avrebbe espresso una certa preoccupazione per le tariffe daziarie applicate alle esportazioni di beni verso gli Stati Uniti, che raggiungono il 17% del valore complessivo delle merci importate. Netanyahu ha inoltre manifestato l’intenzione di recarsi da Donald Trump questa settimana, con un possibile incontro in programma per lunedì prossimo, come riporta Axios.Nonostante la nota ufficiale del Dipartimento di Stato, non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali dallo staff di Netanyahu. La situazione rimane quindi in stato di incertezza, con gli osservatori che attendono ulteriori sviluppi sulla questione dei dazi e delle relazioni tra Israele e gli Stati Uniti.Il settore commerciale israeliano è sempre più preoccupato per l’impatto degli aumenti tariffari sulle esportazioni, soprattutto in considerazione della forte dipendenza dello Stato ebraico dalle importazioni statunitensi. La situazione potrebbe avere ripercussioni anche sul piano economico e politico, con i leader israeliani che attendono una risposta più precisa dalle autorità Usa.Mentre la crisi dei dazi continua a sfidare le speranze di un accordo rapido tra Israele e gli Stati Uniti, è sempre più chiaro che solo una soluzione bilaterale potrà porre fine alla tensione e mantenere le relazioni tra i due paesi forti e stabili.
Stati Uniti e Israele allarmati dai dazi con l’Italia che osserva con grande attenzione.
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