Tifosi Cagliari: il Tar annulla il divieto di trasferta a Empoli

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La sentenza del Tar della Toscana rappresenta un importante passo avanti nella causa intentata dal Cagliari calcio contro il divieto di trasferta imposto ai tifosi sardi per la partita di domenica a Empoli. Il decreto emesso dalla magistratura regionale ha accolto il ricorso, evidenziando gravi carenze nell’elaborazione dei criteri per l’imposizione del divieto e nella comunicazione alle società sportive interessate.Il documento giurisdizionale ha messo in luce un difetto di motivazione dell’atto di divieto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Pisa, che non aveva fornito elementi sufficientemente precisi sulla ragione per la quale era stato comminato tale provvedimento ai sostenitori del Cagliari. La sentenza del Tar della Toscana ha quindi annullato l’ordine, rendendo necessaria un’attenta revisione dei criteri e delle procedure per l’imposizione di divieti simili.Il fatto che il divieto sia stato comminato solo per i sostenitori del Cagliari e non per quelli dell’altra squadra coinvolta nel match, potrebbe essere interpretato come una mancata applicazione della legge in materia. L’impiego dei meccanismi di intercettazione delle informazioni sulla base di presupposti soggettivi, anziché di fatti precisi ed oggettivi, rappresenta una criticità che la sentenza del Tar della Toscana ha messo in luce.L’esito della sentenza ora attende lo sblocco per poter acquistare i biglietti. Questo evento è particolarmente significativo e potrebbe avere un impatto rilevante sul futuro dei tifosi sardi, non solo per questa singola partita ma anche in generale.Il contesto di tale provvedimento era legato alla pretesa di evitare eventuali disordini nel corso della gara di domenica. Diversamente dall’opinione espressa da parte dell’amministrazione, la magistratura regionale ha evidenziato come non vi fosse alcun fatto grave e specifico legittimante l’intervento.Il Tar della Toscana ha inoltre segnalato una serie di ulteriori aspetti critici, tra cui un uso eccessivo di poteri discrezionali da parte delle autorità. La sentenza del Tribunale regionale per la Toscana rappresenta quindi un passo importante verso l’abbandono di un approccio che non sembra rispondere ai principi costituzionalmente garantiti, come quelli della parità dei cittadini davanti alla legge.Il giudizio espresso dal Tar della Toscana evidenzia una grave carenza nell’elaborazione dei criteri per l’imposizione del divieto e nella comunicazione alle società sportive interessate.

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