Giovani, forti e pronti a dimostrare di meritare la maglia azzurra. Sono questi i profili dei calciatori che nel pomeriggio a Coverciano sosterranno la prima seduta di allenamento in vista delle amichevoli con Lussemburgo e Grecia, ultimi due impegni stagionali per la Nazionale prima dell’inizio di un Mondiale che purtroppo non vedrà l’Italia protagonista. A guidare gli Azzurri sarà Silvio Baldini, che tanti di questi ragazzi li conosce molto bene, dal momento che li sta vedendo e facendo crescere in Under 21: “Ho convocato il mio gruppo e due calciatori di un certo livello come Donnarumma e Pio Esposito perché, anche in funzione delle Olimpiadi, vedo la possibilità di avere questi giocatori”. Lo ha detto il Ct ad interim della Nazionale italiana nella conferenza stampa che ha aperto il raduno di Coverciano. A fare da chioccia al gruppo è il capitano Gigio Donnarumma (“mi ha contattato dandomi disponibilità e non mi è sembrato vero”), 19 dei 24 convocati sono alla prima chiamata in Nazionale maggiore. Vent’anni e 6 mesi è l’età media di un’Italia che è chiamata a gettare le basi per il futuro: “Sono convintissimo che i ragazzi faranno benissimo. Ho chiesto loro di giocare con entusiasmo, di pensare che sono i più forti. La vita a volte fa delle sorprese e loro non devono perdere l'occasione. Devono far vedere di essere bravi, ma serve essere squadra. Bisogna aiutare i compagni quando sono in difficoltà, bisogna correre per recuperare il pallone il prima possibile”. Vincere in Lussemburgo e a Creta aiuterebbe a non perdere terreno nel ranking. E non solo: “Le amichevoli in Nazionale non esistono, in palio c’è l’onore. L’orgoglio non lo devi mai dimenticare. Voglio dare a questi giocatori il senso di responsabilità, non consideriamoli ragazzini”. I tifosi italiani avranno l’occasione di conoscere meglio quattro ragazzi che giocano in Bundesliga (Chiarodia, Mane, Reggiani e Inacio) e Luca Koleosho, che dopo le esperienze in Spagna (Espanyol) e Inghilterra (Burnley), a gennaio è approdato al Paris FC dimostrando di avere le qualità per fare bene anche in Ligue 1: “Hanno modo di vedere campionati e culture diverse. In comune hanno il fatto che sono innamorati di ciò che fanno, sono puliti, non sono inquinati dal denaro o dal successo. Io cerco di fargli capire che il calcio è anche uno stile di vita, per andare alla ricerca delle risposte che cercano". Il problema non è la mancanza di giovani talenti, ma la mancanza di fiducia nei loro confronti: “L'esperienza la fai giocando -sottolinea Baldini- se non giochi e l'esperienza è limitata a poche partite il tuo valore rimane imprigionato. A livello giovanile le Nazionali sono andate bene, poi il problema è sempre stato il salto in Nazionale maggiore. Bisogna far giocare i ragazzi, ma non è un problema di Federazione. È un problema del calcio italiano. Se fai mercato dov'è il vantaggio nel comprare un giocatore di 39 anni invece che trovarne uno nel vivaio? I giovani portano entusiasmo, ritmo, velocità”. Dopo giugno Baldini non si vede sulla panchina della Nazionale maggiore, l’obiettivo è raggiungere i traguardi che si è prefissato con l’Under 21: “Questo per me è un premio inaspettato. Per allenare la Nazionale ci vuole un certo curriculum e io questo curriculum non ce l’ho. Ho la possibilità di fare l'Europeo Under 21 e magari vincerlo, di fare le Olimpiadi e vincerle. A quel punto avrei speranza. Io sono uno che crede nel merito, non nei colpi di fortuna”.
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