Spot istituzionali senza Ai, Ghini: “Bene Barachini, ora servono controlli veri. Intera filiera a rischio”

"Un'iniziativa positiva e un segnale importante di attenzione nei confronti del settore. Spero che quanto deciso da Barachini sugli spot istituzionali diventi una legge che riguardi tutta la produzione audiovisiva realizzata in Italia". Massimo Ghini, da sempre molto attivo nell’impegno sindacale a tutela degli interpreti – prima nel sindacato attori e poi nell’Imaie – accoglie con favore la circolare del Dipartimento per l’informazione e l’editoria che, su impulso del sottosegretario Alberto Barachini, ha deciso di vietare l’uso di voci e attori generati con intelligenza artificiale negli spot istituzionali e di imporre la dicitura “Realizzato con contributo IA” nei casi in cui la tecnologia generativa venga utilizzata nella post produzione o in altri aspetti della lavorazione. “Mi sembra un passo importante. Tanto di cappello a chi l’ha fatto”, dice l’attore all'Adnkronos. Ghini invita però a non fermarsi all’annuncio: “Spero solo che all’iniziativa seguano controlli altrettanto seri e tempestivi. Questo Paese è pieno di regole ma anche di eccezioni e sotterfugi per eluderle, e temo che in un settore veloce come quello dell’intelligenza artificiale ci sia già chi lavora per trovare scappatoie”. L’attore si sofferma poi su quanto l'Ai costituisca una minaccia concreta per la filiera: “Per un settore che in Italia fatica a superare il livello artigianale per diventare industria, temo che l’intelligenza artificiale possa essere il colpo letale. Sono favorevolissimo a tutto ciò che tenti di mettere un argine a questa deriva distruttiva della creatività e della stragrande maggioranza delle professioni umane”. Ghini richiama anche il confronto internazionale: “In America, dove il settore è vera industria, che al confronto l’audiovisivo italiano è la festa di Piedigrotta, gli attori stanno battendosi seriamente, tutti nella stessa direzione. Qui da noi si fa qualche convegno e si perde del tempo prezioso, perché la velocità con cui corre lo sviluppo dell’IA ci sostituirà tutti con dei volti senza rughe e senza anima. Io mi batterò con tutto me stesso contro questa deriva e so che mi farò molti nemici per questo, perché ci sono interessi economici enormi dietro, ma sono abituato ad affrontare e a pagare in prima persona le lotte di cui sono convinto”. E a tal proposito, cita un episodio recente: “Non ho avuto remore a scrivere a un produttore che aveva annunciato un film interamente realizzato con IA, compresa produzione e regia, augurando al progetto tutto il male possibile”. E, insiste: "Ci vogliono regole chiare e controlli seri e capillari, perché il rispetto delle norme in Italia è sempre una chimera. La circolare del Dipartimento per l’informazione e l’editoria è un segnale forte. Adesso serve la parte più difficile: farla rispettare”. 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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