Un prezioso calamaio d’argento, testimonianza tangibile del legame tra Silvio Pellico e il suo tempo, è stato ufficialmente acquisito dal Comune di Saluzzo, destinato ad arricchire il patrimonio conservato nella Casa Natale dello scrittore e patriota.
La donazione, formalmente accettata dall’amministrazione comunale guidata da Franco Demaria, rappresenta un significativo tassello nella ricostruzione del contesto storico e culturale che ha plasmato la figura di Pellico, offrendo ai visitatori un’esperienza più profonda e suggestiva.
L’oggetto, caratterizzato da una raffinata fattura e da decorazioni stilistiche riconducibili all’abile mano di Carlo Balbino, argentiere torinese di grande prestigio operante nel XIX secolo, rivela una connessione inattesa con la nobiltà piemontese.
Balbino, infatti, fu fornitore esclusivo dei Marchesi di Barolo, famiglia a cui Pellico fu legato professionalmente e personalmente, condividendo con loro la vita e l’attività presso la loro residenza a partire dal 1830, fino alla sua prematura scomparsa.
La presenza del marchio di Balbino sul calamaio suggerisce non solo un rapporto di committenza, ma forse un’amicizia o una stima reciproca, offrendo spunti di riflessione sulle dinamiche sociali e artistiche dell’epoca.
La generosità di Maria Luisa Guazzotti, di Cuneo, ha permesso questo eccezionale dono.
La signora Guazzotti ereditò il calamaio da Maria Rosa Genovese, figura di spicco nella sua cerchia familiare, scomparsa nel 2021.
La consegna, avvenuta nel corso della conferenza dedicata all’amicizia tra Pellico e Piero Maroncelli, nell’ambito della rassegna “Dalla musica a…”, ha conferito all’evento un’atmosfera particolarmente solenne e significativa, sottolineando l’importanza della memoria storica e del patrimonio culturale.
Un’accurata ricerca archivistica, coordinata da Giancarla Bertero, esperta di storia locale e già responsabile dell’Archivio Storico e dei Fondi della Biblioteca Civica, è attualmente in corso per tracciare la storia dell’oggetto, ricostruendo le possibili catene di proprietà e i legami con altre famiglie influenti del cuneese, quali gli Osasco e i Toselli.
L’obiettivo è di integrare la provenienza del calamaio all’interno di una narrazione più ampia della storia sociale ed economica del Piemonte ottocentesco.
Il calamaio sarà posizionato sulla scrivania originale di Pellico, un fulcro dell’allestimento museale, diventando un simbolo tangibile della creatività, dell’ingegno e del patriottismo che hanno contraddistinto l’illustre concittadino e offrendo un ponte ideale tra il passato e il presente.
Questo gesto, oltre a valorizzare il patrimonio locale, rappresenta un omaggio alla figura di Pellico e un invito a riscoprire la sua opera e il suo messaggio di speranza e di impegno civile.

