La recente sentenza della Corte d’Appello di Torino, in netto contrasto con le rivendicazioni di Ferrovie del Mottarone, getta luce su una questione giuridica e morale di rilevanza cruciale nel complesso quadro della tragedia del Mottarone.
La società, responsabile della gestione dell’impianto funiviario di Stresa, aveva avanzato una richiesta di risarcimento economico di oltre un milione di euro al Comune, rivendicando il pagamento di un contributo contrattualmente previsto.
Questo contributo, destinato alla manutenzione e al funzionamento dell’impianto, era stato interrotto immediatamente dopo il disastro del maggio 2021, evento che ha causato quattordici vittime.
La Corte d’Appello, ribadendo la precedente decisione del Tribunale di Verbania, ha respinto categoricamente la richiesta di Ferrovie del Mottarone, sancendo un principio fondamentale: l’obbligo contrattuale del concessionario è intrinsecamente legato all’adempimento dei suoi doveri, primari tra cui figurano la sicurezza, la corretta gestione e la manutenzione dell’impianto.
La mancata osservanza di questi obblighi, che ha portato alla catastrofe, ha comportato la perdita del diritto a ricevere il contributo economico da parte del Comune.
La decisione sottolinea un legame indissolubile tra responsabilità e beneficio economico, escludendo la possibilità per un soggetto negligente di essere compensato per servizi non resi o resi in modo inadeguato.
La sentenza non si limita a respingere la richiesta di Ferrovie del Mottarone; impone inoltre alla società il pagamento di oltre diciotto mila euro per spese legali, un ulteriore riconoscimento della gravità delle proprie responsabilità.
Questo esito giuridico giunge in un momento in cui Luigi Nerini, amministratore delegato di Ferrovie del Mottarone, ha già accettato una pena di tre anni e dieci mesi di reclusione nel processo penale per l’incidente, ammettendo implicitamente la propria colpa.
La sindaca di Stresa, Marcella Severino, ha espresso sollievo e soddisfazione per la sentenza, definendola “un punto fermo di verità e di giustizia”.
La decisione, secondo la sindaca, conferma l’operato corretto dell’amministrazione comunale, che ha agito nel rispetto del contratto, della legge e, soprattutto, dell’interesse pubblico, sospendendo un trasferimento economico annuale di oltre centoquarantatremila euro a Ferrovie del Mottarone.
Questo provvedimento ha evitato un esborso ingente che avrebbe pesato sull’intera comunità.
La vicenda, lungi dall’essere solo una questione economica, rappresenta un monito sulla necessità di vigilanza e responsabilità nella gestione di infrastrutture critiche e sulla priorità assoluta da attribuire alla sicurezza dei cittadini.
La sentenza della Corte d’Appello, in questo senso, rappresenta un passo avanti verso la ricostruzione della fiducia e l’affermazione dei principi di giustizia e responsabilità.

