Nell’autunno 2023, le forze dell’ordine di Novara hanno intensificato l’attività di controllo e gestione dei flussi migratori irregolari, attuando una serie di interventi mirati e coordinati.
L’impegno si è tradotto in un complessivo di trentasei provvedimenti amministrativi e giuridici volti a garantire il rispetto delle normative sull’immigrazione e la sicurezza del territorio.
L’esecuzione concreta dei provvedimenti ha visto il rimpatrio immediato di tre individui, originari di Marocco e Turchia, evidenziando la collaborazione internazionale in materia di rimpatrio.
Un altro soggetto, di nazionalità marocchina, rilasciato dal carcere locale, è stato temporaneamente ricollocato presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Torino, in attesa di completare le procedure necessarie per l’espatrio.
La complessità gestionale dei flussi migratori irregolari si è manifestata anche con la collocazione di tre cittadini algerini, gravati da precedenti penali, presso i CPR di Roma e Gorizia, strutture deputate all’assistenza e alla preparazione al rimpatrio.
Un numero significativo di individui, cinque persone, è stato sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, una modalità di controllo che impone la registrazione periodica presso le autorità competenti, in attesa della definitiva espulsione dal territorio nazionale.
Questo approccio permette un monitoraggio costante e la prevenzione di ulteriori infrazioni.
Un aspetto cruciale dell’attività di contrasto all’immigrazione irregolare è la gestione di casi particolarmente delicati: dieci persone, prive di precedenti penali o amministrativi, sono state formalmente intimati ad abbandonare il territorio nazionale.
In una fase iniziale, quattro di questi soggetti hanno prontamente ottemperato all’ordine, mentre un altro ha volontariamente aderito a un programma di rimpatrio assistito, gestito dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite che offre supporto logistico e legale ai migranti rimpatriati, facilitando il loro reinserimento nei paesi di origine.
Questo programma rappresenta una strategia di approccio umano e sostenibile alla gestione dei flussi migratori.
La complessità amministrativa e legale si è evidenziata anche nell’impossibilità, in alcuni casi, di ottenere la documentazione necessaria per l’espatrio.
Per quattordici persone, a causa della mancanza di un valido documento di viaggio, è stato notificato un ordine del Questore di Novara, con la prescrizione di lasciare il territorio nazionale entro un termine specifico di sette giorni.
Questo provvedimento, sebbene volto a garantire il rispetto delle normative, sottolinea la difficoltà intrinseca nella gestione dei casi in cui la documentazione necessaria è assente o inesistente.
L’azione delle forze dell’ordine si inserisce in un quadro più ampio di politiche di controllo e gestione dell’immigrazione, volto a bilanciare sicurezza, rispetto dei diritti umani e cooperazione internazionale.







