Riesame Favro: la famiglia chiede verità sulla scomparsa.

Nel corso di una seduta a porte chiuse, tenutasi oggi presso il tribunale di Torino, si è consumata una discussione cruciale riguardante la richiesta di riesame in merito alla gestione delle indagini sulla scomparsa e decesso di Mara Favro.
La donna, sparita nel marzo del 2024 nella valle di Susa e rinvenuta senza vita in un dirupo nel settembre del 2025, vede ora la famiglia impugnare la decisione di archiviazione del caso.

L’istanza, sostenuta dall’avvocato Roberto Saraniti, incaricato dai familiari, solleva interrogativi profondi sulla completezza e l’accuratezza delle operazioni investigative condotte.
La procura di Torino, sulla base del lavoro svolto dai carabinieri del Ros, aveva formulato una richiesta di archiviazione che privilegiava l’ipotesi di un suicidio.
Tale conclusione, tuttavia, si scontra con le convinzioni della famiglia Favro e con le argomentazioni avanzate dal legale Saraniti.

L’avvocato, nel presentare la sua opposizione, ha espresso forti riserve circa la validità dell’ipotesi suicidaria, suggerendo che la stessa non tenga adeguatamente conto di elementi circostanziali e possibili incongruenze emerse nel corso delle indagini preliminari.

La questione non si limita a una mera contestazione dell’ipotesi suicidaria.
Saraniti ha delineato una serie di approfondimenti investigativi che, a suo avviso, si sono rivelati insufficienti o addirittura trascurati, potenzialmente compromettendo la ricostruzione completa della vicenda.
Tra questi, si evincerebbe la necessità di una più approfondita analisi delle dinamiche sociali e relazionali che avvolgevano la signora Favro, con particolare attenzione alle possibili tensioni o conflitti non ancora pienamente chiariti.
Inoltre, l’avvocato ha richiesto un riesame delle procedure di recupero e analisi dei dati provenienti da dispositivi elettronici (smartphone, computer, tablet) utilizzati dalla vittima, con l’obiettivo di individuare eventuali tracce digitali significative che possano gettare luce sulle circostanze della scomparsa e sulle intenzioni della donna.

L’indagine dovrà inoltre concentrarsi sulla verifica della coerenza delle testimonianze raccolte e sulla possibile esistenza di elementi che possano indicare l’intervento di terzi.

La richiesta di riesame solleva interrogativi fondamentali sulla responsabilità della magistratura nel garantire un’indagine approfondita e imparziale, soprattutto in casi complessi come questo, dove la delicatezza delle circostanze e l’impatto emotivo sulla famiglia richiedono la massima attenzione e la ricerca inesorabile della verità.
L’udienza, pur a porte chiuse, rappresenta un momento di cruciale importanza per il futuro della vicenda Favro e per la tutela della memoria della donna.

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