Torino, perquisizioni all’Askatasuna: indagine sulle proteste pro-Palestina

Questa mattina, Torino è stata teatro di un’operazione di forze dell’ordine particolarmente significativa, che ha visto il coinvolgimento della Digos e di unità mobili della Questura, con perquisizioni presso il centro sociale Askatasuna, situato in corso Regina Margherita 47.
L’azione, che ha immediatamente generato un’ondata di reazioni nella città, si estende anche a domiciliari di persone identificate come militanti legati al centro sociale e a collettivi studenteschi, configurando un’indagine complessa e ramificata.
L’Askatasuna, occupato dal 1996, rappresenta da tempo un punto nevralgico di aggregazione politica e sociale, un luogo di sperimentazione di pratiche autogestite e di riflessione critica.

Recentemente, l’edificio aveva intrapreso un progetto innovativo focalizzato sui beni comuni, un tentativo di riappropriazione e valorizzazione collettiva del patrimonio locale, in linea con una visione di società alternativa e partecipativa.
L’operazione di oggi, tuttavia, è direttamente connessa a un’inchiesta più ampia, nata dalle proteste pro-Palestina che hanno visto episodi di contestazione violenta nei confronti di infrastrutture e sedi istituzionali, in particolare gli assalti alle Ogr (Officine Grandi Riparazioni), alla sede di Leonardo e alla redazione de La Stampa.
L’indagine mira a identificare i responsabili di tali azioni, con l’ipotesi di reati che vanno dal danneggiamento alla violazione del codice penale.

Questa operazione solleva interrogativi cruciali sul diritto di assemblea, sulla libertà di espressione e sui limiti dell’azione di protesta.
La questione della legittimità delle occupazioni, la loro evoluzione nel tempo e il ruolo che svolgono nel tessuto urbano e sociale sono temi centrali in questo contesto.
L’indagine, pur mirata a perseguire eventuali illeciti, rischia di inasprire le tensioni sociali e di compromettere il dialogo tra istituzioni e movimenti sociali, evidenziando la necessità di un approccio che concili l’applicazione della legge con la tutela dei diritti fondamentali e la promozione di un dibattito pubblico costruttivo.
Il futuro del centro sociale Askatasuna e l’impatto di questa vicenda sulla scena politica torinese restano incerti, ma è chiaro che l’evento ha aperto una nuova fase nelle dinamiche di conflitto tra ordine pubblico e contestazione.

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