Tumore ovarico a Torino: intervento complesso e salvavita

A metà dicembre, l’urgenza di un intervento chirurgico ha richiesto l’attivazione della Chirurgia Ginecologica Minimamente Invasiva dell’Ospedale Sant’Anna di Torino.

La paziente, una donna di 69 anni, presentava una condizione clinica complessa e particolarmente delicata: un tumore ovarico di dimensioni notevoli, stimato in circa 28 centimetri di diametro, associato a una neoplasia intestinale.

L’ingente massa tumorale esercitava una pressione significativa sul colon, manifestandosi con sintomatologie acute e compromettendo gravemente la funzionalità intestinale.
L’intervento, eseguito in regime di urgenza e con le difficoltà logistiche intrinseche al periodo festivo immediatamente antecedente al Natale, si è rivelato un’operazione complessa e impegnativa, protrattasi per circa sei ore.

L’asportazione della neoplasia ovarica ha portato alla rimozione di una massa di notevoli dimensioni, pesando approssimativamente 6 chilogrammi e paragonabile, per volume, a una gestazione gemellare a termine.

La peculiarità del caso risiedeva nella stretta interdipendenza tra la patologia ginecologica e quella intestinale, richiedendo un approccio terapeutico integrato e multidisciplinare.

La gestione del paziente ha richiesto la coordinazione di un team altamente specializzato, comprendente ginecologi oncologi, chirurghi, anestesisti, gastroenterologi, anatomopatologi, radiologi, infermieri e operatori sanitari.
Tale sinergia professionale è stata determinante per affrontare con successo le diverse sfaccettature cliniche del caso, minimizzando i rischi e ottimizzando le prospettive di recupero.

“Si tratta di eventi rari ma significativi”, sottolineano i professionisti coinvolti e il direttore sanitario, evidenziando come la tempestività nella diagnosi e nell’intervento, unita a competenze specialistiche e a un efficace lavoro di squadra, possa fare la differenza anche in contesti di emergenza.

La capacità di agire rapidamente e di mettere a disposizione tutte le risorse necessarie è stata resa possibile dalla struttura avanzata della Città della Salute e della Scienza di Torino, che integra diversi centri di eccellenza.
Il direttore generale della Cdss, Livio Tranchida, ha definito l’episodio come un esempio emblematico della possibilità di offrire cure complesse e integrate, sfruttando le competenze trasversali di diverse discipline mediche e sanitarie.
L’approccio multidisciplinare ha permesso di affrontare la patologia in modo olistico, considerando tutti gli aspetti clinici e funzionali della paziente, e garantendo un elevato standard di cura.

La Città della Salute e della Scienza di Torino si conferma, in questo modo, un modello di eccellenza nella gestione di patologie complesse e rare, dimostrando l’importanza della collaborazione e dell’integrazione tra diverse specializzazioni mediche.

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