A Torino, in un gesto di celebrazione e memoria, si erge ora un monumento unico nel suo genere: una scultura dedicata a Giulia di Barolo, una figura femminile di rara umanità e dedizione sociale.
L’opera, voluta dall’Opera Barolo e resa possibile grazie al patrocinio del Comune di Torino e dell’Accademia Albertina delle Belle Arti, è stata magistralmente realizzata dallo scultore Gabriele Garbolino Rù, sotto la direzione artistica di Enrico Zanellati.
La scultura, un bronzo imponente e commovente, raffigura Giulia di Barolo in un gesto di accoglienza e protezione, con tra le braccia una figura femminile, simbolo delle detenute che lei si è prodigata ad assistere.
Questo abbraccio simbolico incarna il nucleo del suo operato: la profonda convinzione che ogni individuo, anche chi si è trovato ai margini della società, meriti compassione, riabilitazione e una possibilità di riscatto.
Giulia Colbert Falletti di Barolo (1786-1864), insieme al marito Carlo Tancredi Falletti, Marchese di Barolo, fu pioniera nel campo dell’assistenza sociale.
Ben oltre la mera carità, la loro visione era quella di un intervento strutturale e innovativo, che mirava a ricostruire vite spezzate e a reinserire le donne nel tessuto sociale dopo la detenzione.
Il Distretto sociale Barolo, da loro fondato, rappresentò un modello inedito per l’epoca: non un semplice rifugio, ma un luogo di formazione, sostegno psicologico e opportunità lavorative, un vero e proprio ponte verso una nuova esistenza.
La loro eredità continua a vivere attraverso l’Opera Barolo, che si impegna a preservare e sviluppare le realtà di servizio sociale e educativo che loro hanno creato.
Il riconoscimento della loro santità, avviato nel 2015 per Giulia e nel 2018 per Carlo, testimonia la profondità del loro impatto e la rilevanza del loro esempio per le generazioni future.
La cerimonia di inaugurazione, che avrà luogo sabato 17 gennaio con la rimozione dei teli protettivi, segnerà l’inizio di un ricco programma di eventi culturali.
Visite guidate a Palazzo Barolo, la sontuosa dimora nobiliare che ha ospitato figure chiave del Risorgimento italiano, come Silvio Pellico, consentiranno al pubblico di immergersi nella storia e nell’arte che hanno caratterizzato quel periodo.
Il Museo della Scuola e Pop-App Museum, situato all’interno del Palazzo, offrirà una prospettiva contemporanea sull’educazione e la cultura popolare.
Particolarmente significativo sarà anche l’accesso al Distretto sociale Barolo, un complesso storico che incarna l’impegno continuo per l’inclusione e l’accoglienza.
L’imponente scultura, alta 2 metri e 30 centimetri e con un peso di 170 chilogrammi, è il risultato di due anni di intenso lavoro artistico, reso possibile grazie al generoso sostegno economico della Famiglia Abbona, custode della tradizione vitivinicola di Barolo.
Questa testimonianza artistica e il percorso di beatificazione di Giulia e Carlo Tancredi Falletti rappresentano un’occasione per riflettere sull’importanza di un approccio all’assistenza sociale basato sull’empatia, la dignità umana e la possibilità di una seconda chance.







