Asta Bolaffi: un tuffo nella storia della musica del Novecento

Il 30 ottobre, la Sala Bolaffi di Torino ha ospitato un evento unico nel panorama italiano: la prima asta interamente dedicata al patrimonio musicale del Novecento, un’immersione affascinante nel mondo dei cimeli e dei ricordi tangibili di sei decenni di musica che hanno segnato un’epoca.
L’asta, curata da Aste Bolaffi, non è stata semplicemente una vendita, ma una vera e propria celebrazione dell’era analogica e del valore intrinseco degli oggetti che testimoniano la storia della musica.

La risposta della comunità di appassionati è stata straordinaria.

Centinaia di collezionisti, molti presenti fisicamente, altri collegati in diretta streaming da ogni angolo del mondo – Stati Uniti, Australia, Francia, Singapore e oltre – si sono contesi i 263 lotti in catalogo.
Questi non erano semplici oggetti, ma frammenti di storia: vinili rari, spartiti autografati, testimonianze dirette del palco, materiali promozionali, opere grafiche e dischi che raccontano le gesta e l’eredità di icone internazionali e talenti italiani.

L’asta ha rivelato come il valore emotivo e storico di questi oggetti possa raggiungere cifre significative.
Tra i pezzi più ambiti, il giubbotto biker autografato dai Ramones, un vero e proprio simbolo della ribellione punk, ha raggiunto i 3.300 euro.

Il poster originale del tour italiano di Bob Marley del 1980, con la sua potenza iconica e la carica di energia trasformativa, ha visto una battaglia al rialzo che lo ha portato a 3.000 euro.
Un’immagine di Storm Thorgerson, l’artista visionario dietro le copertine dei Pink Floyd, destinata all’interno della copertina di “Wish You Were Here”, ha conquistato un acquirente per 1.600 euro, testimoniando l’importanza del visual nell’esperienza musicale.

Anche i cimeli di band iconiche come i Nirvana hanno generato grande interesse.

Il CD di “Bleach”, autografato da Kurt Cobain, Krist Novoselic e Dave Grohl, con il relativo biglietto del concerto di Valencia del 1992, si è aggiudicato per 1.500 euro.

La fragilità e la tragicità di Amy Winehouse hanno trasceso la musica, rendendo l’autografo sul CD di “Rehab” un oggetto prezioso, venduto per 1.300 euro.

Altri pezzi da collezione hanno consolidato l’importanza storica di singoli momenti e artisti.
Il 45 giri di “I Want To Break Free” autografato da Freddie Mercury a Montreux, accompagnato dalla tazza di merchandising ufficiale, ha raggiunto i 1.200 euro.

E la litografia “Tartaruga” di Syd Barrett, figura chiave della psichedelia britannica e primo leader dei Pink Floyd, ha evocato un’epoca di sperimentazione e creatività per un valore di 1.200 euro.
L’asta Bolaffi non è stata solo una vendita di cimeli, ma un viaggio nel tempo, un omaggio alla potenza della musica e alla sua capacità di creare ricordi duraturi, incarnati in oggetti che trascendono il loro valore materiale per diventare testimonianze tangibili di un’epoca indimenticabile.
La risposta appassionata e globale dimostra come il fascino del vinile, degli autografi e dei reperti di scena continui ad alimentare la passione e la ricerca di autenticità nel mondo della musica.

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