Nel cuore pulsante del Balocco Proving Ground, si è concluso un capitolo cruciale nell’epopea del prestigioso premio “The Car of the Year”, un riconoscimento europeo che da oltre sei decenni definisce l’eccellenza nel settore automobilistico.
L’evento, coordinato dalla rivista italiana “Auto” in collaborazione con altre sette autorevoli testate europee, ha visto la consueta partecipazione di una giuria di esperti, affiancati dai rappresentanti dei brand automobilistici finalisti e dai loro team di comunicazione.
Le sette contendenti all’ambito titolo di “Auto dell’Anno 2026” – Citroën C5 Aircross, Dacia Bigster, Fiat Grande Panda, Kia EV4, Mercedes CLA, Renault R4 E-Tech e Škoda Elroq – sono state sottoposte a un intenso programma di valutazioni, concepite per sondare a fondo le loro capacità e i loro punti di forza.
Lungi dall’essere una semplice prova su strada, l’esperienza si è trasformata in una batteria di test progettati per simulare le sfide reali che un’auto deve affrontare quotidianamente.
La celebre “prova dell’alce”, un banco di prova che mette a dura prova l’equilibrio e la reattività di un veicolo di fronte a un improvviso ostacolo, è stata affrontata a 50 km/h, richiedendo ai concorrenti di eseguire una frenata decisa seguita da un doppio scarto di ostacolo.
Successivamente, lo slalom tra i birilli, eseguito a 30 km/h, ha misurato la prontezza nel cambiare direzione in modo continuo.
Un’attenzione particolare è stata dedicata alla valutazione del comportamento su diverse tipologie di pavimentazione: dal pavé belga, noto per la sua irregolarità e le vibrazioni che trasmette, ai ciottolati e ai percorsi ondulati, ognuno dei quali mette a nudo i limiti delle sospensioni e dell’assetto.
L’esperienza valutativa si è conclusa con un tratto di circa sei chilometri sul percorso delle Langhe, un tracciato appositamente selezionato per simulare le caratteristiche tipiche delle strade collinari piemontesi.
Qui, le vetture sono state messe alla prova con una combinazione di salite, curve veloci e brevi rettilinei, permettendo ai giudici di valutare il comportamento complessivo in condizioni di guida dinamiche, con accelerazioni e frenate che richiedevano una risposta precisa e controllata.
La presenza di delegati dei costruttori ha contribuito a creare un ambiente di scambio e confronto, rafforzando la credibilità e l’imparzialità del premio.
Il “The Car of the Year” si distingue infatti per la sua giuria internazionale, composta da ben 60 giornalisti provenienti da 23 Paesi europei, rappresentando un ampio spettro di opinioni e sensibilità.
L’Italia, con i suoi sei giurati – Silvia Baruffaldi, Andrea Brambilla, Mario Cianflone, Gianluca Pellegrini, Giannantonio Pettinelli e Giorgio Ursicino – contribuisce significativamente a questo processo di valutazione, garantendo un punto di vista qualificato e indipendente.
Questo rigoroso processo di selezione, che combina valutazioni tecniche, prove su strada e un’analisi approfondita delle caratteristiche innovative, è il segreto del successo del premio.
La sua autorevolezza è tale che l’elezione della vettura vincitrice, che avverrà il 9 gennaio prossimo al Salone dell’Auto di Bruxelles, rappresenta un traguardo ambito da tutte le Case automobilistiche, un riconoscimento che non solo premia l’eccellenza, ma contribuisce a guidare l’evoluzione del settore.






