Il mercato automobilistico europeo occidentale – comprendente Unione Europea, Paesi dell’EFTA e Regno Unito – ha mostrato un andamento complesso nel mese di novembre, confermando una tendenza di ripresa seppur fragile e ancora segnata dal confronto con i livelli pre-pandemici.
Secondo i dati preliminari elaborati dall’Associazione Costruttori Europei Automobili (ACEA), il numero di nuove immatricolazioni ha raggiunto 1.079.600 unità, segnando un incremento del 2,4% rispetto a novembre dell’anno precedente.
Questo dato positivo, tuttavia, va contestualizzato nel confronto con i livelli pre-crisi del 2019, quando le immatricolazioni risultano inferiori del 10,9%.
Analizzando l’intero periodo gennaio-novembre, il quadro emerge ancora più definito.
Il totale delle auto vendute si attesta a 12.098.687, con un modesto aumento dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Tuttavia, la distanza dai volumi del 2019 – anno che funge da benchmark pre-crisi – è significativa, attestandosi a una diminuzione del 16,8%.
Questo divario testimonia una persistente incertezza economica e una graduale ripresa che fatica a consolidarsi.
Un elemento di notevole interesse è rappresentato dall’evoluzione delle vendite di veicoli elettrici.
Il mese di novembre ha visto un’impennata della quota di mercato delle auto elettriche, raggiungendo il 23,5% a livello europeo occidentale.
Questo dato contrasta con il 17,5% registrato nel novembre 2024, evidenziando un’accelerazione nell’adozione di questa tecnologia.
L’incremento può essere attribuito a una combinazione di fattori, tra cui l’aumento dell’offerta di modelli elettrici, l’incentivazione governativa e una crescente consapevolezza ambientale da parte dei consumatori.
È tuttavia cruciale monitorare se questa crescita sia sostenibile nel lungo termine, considerando le sfide legate all’infrastruttura di ricarica e alla disponibilità di materie prime essenziali per la produzione di batterie.
Il contesto più ampio del mercato automobilistico europeo è caratterizzato da una serie di fattori complessi.
L’inflazione persistente, la volatilità dei prezzi dell’energia, le interruzioni delle catene di approvvigionamento (soprattutto microchip) e l’incertezza geopolitica continuano a influenzare il comportamento dei consumatori e le strategie delle case automobilistiche.
Le aziende si trovano a dover bilanciare la necessità di investire in nuove tecnologie, come l’elettrificazione e la guida autonoma, con la pressione di mantenere la redditività e rispondere alle fluttuazioni della domanda.
L’impatto delle normative ambientali sempre più stringenti, volte a ridurre le emissioni di gas serra, rappresenta un ulteriore fattore di cambiamento significativo per l’industria automobilistica europea.






