La scomparsa di Antonio Di Troia, a soli 63 anni, lascia un vuoto incolmabile nella comunità di Crescentino e nel cuore dei suoi cari.
Una tragica e improvvisa fatalità, un incidente domestico che si è portato via una figura così significativa, sottolinea la fragilità dell’esistenza e l’ineluttabilità del destino.
Antonio, ex capotreno di Frecciarossa, era molto più di un professionista stimato; era un pilastro per la sua famiglia, un esempio di resilienza e un uomo capace di distillare positività anche nelle circostanze più avverse.
La sua carriera ferroviaria, svolta con dedizione e competenza lungo la tratta Torino-Milano, testimonia un impegno costante al servizio del pubblico.
Ma è la sua storia personale a rivelare la vera grandezza dell’uomo.
Circa un decennio fa, una grave amputazione bilaterale delle gambe avrebbe potuto spezzare una persona meno forte.
Antonio, invece, affrontò quella sfida con una determinazione eroica, trasformando la disabilità in una fonte di forza e ispirazione per chi lo conosceva.
“Era lui a darci la forza,” ricorda con profonda commozione la moglie Orietta.
“In quarant’anni di matrimonio, l’ho sempre visto sorridere, guardare il bicchiere mezzo pieno.
Anche nel dolore, trovava un raggio di speranza, rifiutando di soccombere alla disperazione.
” Questa capacità di elevarsi al di sopra delle difficoltà, di abbracciare la vita con ottimismo, definiva il suo carattere e illuminava il cammino di chi lo circondava.
Il trasferimento a Crescentino, vent’anni fa, fu la ricerca di una vita più serena, un rifugio dove coltivare le sue passioni.
Lì, si dedicò all’intaglio del legno, creando opere d’arte che abbellivano la sua casa e che rappresentavano la sua abilità manuale e la sua sensibilità artistica.
Amava la musica, un’altra forma di espressione che nutriva la sua anima.
La comunità, commossa, si è stretta attorno alla famiglia in questi giorni di lutto.
Un affetto sincero, manifestato con gesti silenziosi e abbracci discreti, attesta la profonda stima e il rispetto che Antonio si è guadagnato nel corso della sua vita.
Un ricordo tangibile del suo impatto positivo, un’eco di gentilezza e professionalità che risuonerà a lungo.
I funerali, celebrati nella parrocchia di Beata Vergine Assunta, hanno sancito l’ultimo saluto a un uomo che ha lasciato un’eredità di coraggio, positività e amore.
Antonio Di Troia lascia la moglie Orietta, le figlie Noemi, Veronica e Lori, e la giovane Rebecca, un tesoro che illuminava i suoi occhi.
La sua assenza lascia un vuoto incolmabile, ma il suo esempio di vita continuerà a ispirare e a guidare coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo.









