Lupi a Verolengo: Cresce la Tensione tra Uomo e Fauna Selvatica

L’ennesima segnalazione di presenza lupina, giunta mercoledì 19 novembre 2025, ha nuovamente acceso i riflettori sulla convivenza, sempre più complessa, tra uomo e fauna selvatica nel territorio chivassese.
Due esemplari sono stati osservati in prossimità della rotonda di Colombaro, a Verolengo, un evento che, purtroppo, si inserisce in un quadro di crescente frequenza di avvistamenti che sta mettendo a dura prova la serenità delle comunità locali.
Le testimonianze convergenti descrivono due lupi, apparentemente calmi e indifferenti al traffico veicolare, un dettaglio che solleva interrogativi sulla loro progressiva familiarizzazione con l’ambiente antropizzato.
Questa apparente disinvoltura, unita alla vicinanza dei luoghi di avvistamento alle abitazioni e alle aree di maggiore transito pedonale, alimenta una crescente apprensione tra i residenti, amplificata dalla circolazione virale di immagini e commenti sui canali social.
Il fenomeno non è circoscritto a Verolengo.

L’aumento degli avvistamenti, registrato negli ultimi anni in tutto il territorio chivassese e nei comuni limitrofi, suggerisce un’espansione dell’areale di distribuzione del lupo, un animale che, protetto da normative europee, sta riconquistando habitat precedentemente abbandonati.
La sua ripresa demografica, sebbene positiva dal punto di vista della biodiversità, pone nuove sfide in termini di gestione del territorio e di sicurezza pubblica.

La località di Colombaro, con la sua combinazione di coltivazioni agricole, pascoli e aree boschive, rappresenta un nodo cruciale in questo contesto.
La morfologia del territorio, che offre percorsi naturali e rifugi ideali per la fauna selvatica, facilita il movimento degli animali, rendendo la zona un punto di passaggio privilegiato per i lupi che si spostano alla ricerca di cibo e nuovi territori.

Questo scenario sottolinea la necessità di una pianificazione territoriale che tenga conto della presenza e delle esigenze della fauna selvatica, promuovendo al contempo la sicurezza delle comunità locali.

L’avvistamento di Colombaro non è dunque un evento isolato, ma un sintomo di una problematica più ampia che richiede un approccio multidisciplinare.
È necessario rafforzare la collaborazione tra enti locali, esperti in fauna selvatica, veterinari e residenti, al fine di sviluppare strategie di prevenzione, monitoraggio e gestione del territorio che consentano una convivenza pacifica e sostenibile tra uomo e lupo, salvaguardando al contempo la conservazione di questa specie iconica e il patrimonio naturale che essa rappresenta.
L’educazione ambientale e la sensibilizzazione della popolazione giocano un ruolo chiave in questo processo, promuovendo una maggiore comprensione del comportamento del lupo e delle sue esigenze ecologiche, al fine di ridurre i timori e favorire una coesistenza armoniosa.

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