Livorno Ferraris: IMU al massimo, comunità divisa tra tasse e servizi.

Livorno Ferraris: la comunità divisa tra necessità e gravame fiscaleL’approvazione del bilancio di previsione e delle aliquote IMU per il 2026 ha acceso un acceso dibattito nel consiglio comunale di Livorno Ferraris, culminando in un confronto acceso tra maggioranza e minoranza che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine per placare i toni.

La decisione, che prevede un incremento delle aliquote IMU in molti casi fino al limite massimo consentito dalla legge nazionale (1,06%), mira a generare un introito di circa 170.000 euro.
Questa scelta, motivata dall’assessore Cristian Ferrarese, si configura come risposta alla brusca cessazione del contributo di 500.000 euro proveniente dalla centrale EP, un sostegno economico cruciale per le casse comunali per decenni.
La perdita di questo contributo segue una precedente riduzione già avvenuta lo scorso anno, che aveva portato ad un aumento dell’aliquota IRPEF dallo 0,40 allo 0,80.

La contestazione della minoranza, guidata da Matteo Capizzi, si è fatta sentire con forza, focalizzandosi sulla percezione di un onere eccessivo imposto ai cittadini.

Capizzi ha definito l’aumento dell’IMU come una misura impopolare e ingiustificata, sostenendo che alternative alla tassazione incrementale avrebbero potuto essere esplorate.

Ha inoltre criticato l’aumento dell’IRPEF dello scorso anno, definendolo inefficace data la disponibilità di risorse comunali superiori alle previsioni.
La risposta della maggioranza, guidata dal sindaco Franco Sandra e dall’assessore Ferrarese, ha cercato di contestualizzare la decisione all’interno di un quadro economico più ampio.

L’amministrazione ha sottolineato la necessità di compensare la perdita del contributo EP, evidenziando come l’aumento dell’IMU rappresenti una misura temporanea e necessaria.
Si è inoltre ribadito l’impegno a rivedere le aliquote una volta che il Comune avrà estinto tutti i mutui nel 2028, aprendo la possibilità di una diminuzione sia dell’IRPEF che dell’IMU.
L’amministrazione ha respinto le accuse di opportunismo, difendendo la decisione come inevitabile e preannunciando che ulteriori aumenti dell’IMU non sono previsti.

La delibera ha visto un voto contrario da parte della minoranza, segnando una profonda divisione sul futuro finanziario del comune.

Il caso solleva questioni più ampie sulla gestione delle risorse pubbliche, sulla necessità di bilanciare la sostenibilità finanziaria con l’impatto sulle famiglie e sulle imprese locali, e sulla qualità del dialogo tra amministrazione e cittadini.

Il dibattito evidenzia la complessità di affrontare crisi economiche e la ricerca di soluzioni che minimizzino l’onere per la comunità, pur garantendo la continuità dei servizi essenziali.

La decisione finale, pur necessitando di una giustificazione tecnica e finanziaria dettagliata, rimane un punto di forte attrito e richiede una comunicazione trasparente e un confronto continuo con i cittadini per evitare ulteriori tensioni e ricostruire un clima di fiducia reciproca.

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