Castelnuovo Nigra: L’Ombra del Silenzio Sull’Epifania, un’Offesa alla Fragilità del MisteroUn velo di sgomento e amarezza avvolge Castelnuovo Nigra, borgo montano divenuto un suggestivo presepe diffuso.
Mentre i Re Magi, simbolo di ricerca spirituale e di donazione, compivano il loro viaggio, un atto di profanazione ha privato sei delle otto-otto natività allestite nel centro storico del loro cuore pulsante: il Bambin Gesù.
La scoperta, fatta il giorno dell’Epifania, ha lasciato un segno profondo nella comunità, scuotendo salesiani e cittadini.
Questo non è un semplice furto; è una violazione del sacro, un’offesa alla memoria di un evento che incarna l’inizio di una nuova era, l’incarnazione divina in una forma umana vulnerabile.
Castelnuovo Nigra, da tre anni, si è posta come scrigno di questa tradizione, trasformando le sue vie e le sue piazze in un percorso di fede e bellezza.
Un’iniziativa corale, frutto dell’impegno di numerosi volontari che, con dedizione e creatività, hanno plasmato scenografie suggestive, raccogliendo muschio e costruendo stalle in miniatura, un atto d’amore che si rinnova anno dopo anno.
Il presepe, nella sua essenza, è un’allegoria potente: un umile inizio, una nascita in condizioni di estrema povertà, un messaggio di speranza rivolto a tutti, indipendentemente dall’estrazione sociale o dalla fede religiosa.
Togliere il Bambin Gesù significa svuotare questa narrazione del suo significato più profondo, privando il mondo di un simbolo universale di pace e redenzione.
Nadia Bontempo, dell’Associazione Storico Culturale, descrive l’azione come “un gesto spregevole, un atto di profanazione che ferisce profondamente il nostro spirito e ci lascia sdegnati.
” L’associazione, fin dalla prima edizione, ha voluto contrapporre l’immagine del Bambin Gesù, simbolo di mitezza e tenerezza, con gli orrori della guerra, con il messaggio emblematico: “Fare i presepi, non fate la guerra”.
Questo gesto di irriverenza non solo deturpa un momento sacro, ma risuona come un oltraggio a tutti quei bambini che, ancora oggi, nascono in contesti di conflitto, povertà e violenza.
L’episodio solleva interrogativi inquietanti: cosa spinge a compiere un gesto simile? È un atto di vandalismo gratuito, un’espressione di rabbia repressa, o qualcosa di più profondo, una forma di rifiuto del messaggio di speranza che il presepe vuole trasmettere?La comunità di Castelnuovo Nigra si stringe in un abbraccio di solidarietà, auspicando un rapido ritrovamento delle statuette rubate.
Ma anche se ciò non dovesse accadere, l’anima del presepe rimarrà intatta, pronta a raccontare ancora e ancora la storia di un bambino nato in una mangiatoia, un bambino che ci ha insegnato ad amare, a perdonare e a costruire un mondo migliore.
La resilienza della fede, come l’eco di San Francesco, risuonerà ancora, forte e chiara, nell’aria di Castelnuovo Nigra.
L’assenza fisica non potrà mai cancellare il significato intrinseco del messaggio che il presepe, e il Bambin Gesù che lo abita, continuano a diffondere.








