Rampa Asl Rivarolo: un’emergenza di sicurezza e dignità negata

Accessibilità negata: la rampa dell’Asl di Rivarolo, un’emergenza di civiltà e sicurezzaLa vicenda della rampa di accesso all’Asl di Rivarolo Canavese, in via Piave, trascende la mera segnalazione di un disagio: si configura come un campanello d’allarme sul rispetto dei diritti fondamentali e sull’effettiva implementazione del principio di accessibilità universale.
Al centro di questa storia, Armando Crepaldi, ottantenne rivarolese, testimone di una progressiva erosione della sicurezza e della dignità nell’accesso a un servizio pubblico essenziale.
La rampa in questione, caratterizzata da una pendenza eccessiva e da una superficie scivolosa, rappresenta un ostacolo significativo non solo per persone con disabilità motorie, ma anche per anziani, genitori con bambini piccoli e, in definitiva, per chiunque si trovi in una condizione di fragilità.
La situazione precipita nelle condizioni meteorologiche avverse: pioggia, neve e ghiaccio trasformano la rampa in un percorso insidioso, rendendo l’accesso rischioso, se non impossibile.
L’esperienza personale di Crepaldi, iniziata con l’accompagnamento della moglie in carrozzina, si intreccia con la consapevolezza di un problema collettivo.
La ripetuta impossibilità di accedere alle prestazioni sanitarie, a volte attese per lunghi periodi, evidenzia una carenza strutturale che ignora le reali esigenze della comunità.

La denuncia di Crepaldi non si è limitata a istanze verbali.

Nel corso degli anni, ha attivato i canali istituzionali, rivolgendosi all’allora sindaco e segnalando il problema alle autorità competenti.

Tuttavia, la risposta ricevuta – l’attribuzione della responsabilità all’Asl – ha lasciato l’anziano rivarolese insoddisfatto.
La mancanza di interventi manutentivi, come la spargimento di sale durante l’inverno, aggrava ulteriormente il rischio di incidenti, sollevando interrogativi sulla gestione della sicurezza e sulla tutela della salute pubblica.
La formale denuncia presentata ai carabinieri, quasi un anno fa, ha generato solo silenzio e attese vane.
La promessa di un intervento strutturale, previsto per la primavera del 2025, non si è concretizzata, lasciando in sospeso la questione e alimentando la frustrazione di Crepaldi.

La richiesta di un rifacimento completo della rampa, unitamente alla realizzazione di una pensilina protettiva, non è solo una questione di accessibilità fisica, ma un’esigenza di civiltà e di rispetto della dignità umana.
Si tratta di garantire un accesso sicuro e accogliente a un servizio pubblico cruciale, un diritto inalienabile di ogni cittadino, a prescindere dalle proprie condizioni fisiche o temporanee.

La vicenda dell’Asl di Rivarolo rappresenta un monito: l’accessibilità non è un optional, ma un principio fondante di una società inclusiva e attenta alle esigenze di tutti.
La sua trasgressione mette a rischio la sicurezza, la dignità e il diritto alla salute dei cittadini.

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