Un Dialogo tra Immagine e Industria: Olivetti, Magnum e il Paesaggio Culturale del NovecentoIl Museo Garda di Ivrea offre un’opportunità unica per immergersi in un capitolo affascinante della storia italiana: la mostra “Olivetti e i fotografi della Magnum.
Wayne Miller, Erich Hartmann, Henri Cartier-Bresson, Sergio Larraìn”.
Giovedì 23 e domenica 26 ottobre, alle ore 16, le curatrici Paola Mantovani e Marcella Turchetti guideranno il pubblico in un percorso espositivo che svela la straordinaria collaborazione tra l’azienda Olivetti e l’agenzia fotografica Magnum, un intreccio di sguardi e significati che ha segnato profondamente il paesaggio culturale del secolo scorso.
La mostra, visitabile fino al 1° marzo 2026, non è semplicemente una retrospettiva di immagini, ma un’indagine sulla relazione complessa tra industria, arte e documentazione.
L’Archivio Storico Olivetti custodisce un tesoro di materiali originali – fotografie, provini, diapositive, e soprattutto una fitta corrispondenza tra Giorgio Soavi, figura chiave dell’Ufficio Ricerche Pubblicità Olivetti, e Michel Chevalier, responsabile Magnum per l’Europa – che permette di ricostruire i meccanismi e le dinamiche di questa collaborazione.
Questi documenti inediti rivelano non solo le scelte artistiche e tecniche dei fotografi, ma anche le strategie di comunicazione e le aspirazioni culturali dell’azienda.
Quattro Sguardi, un’Estetica CondivisaWayne Miller, Erich Hartmann, Henri Cartier-Bresson e Sergio Larraìn: quattro maestri della fotografia, ognuno con la propria sensibilità e stile.
La mostra esplora come le loro scelte – l’inquadratura, la composizione, l’illuminazione – si siano confrontate e integrate, dando vita a un’estetica condivisa che riflette l’innovazione tecnologica e la visione sociale dell’epoca.
Il lavoro dei fotografi non è esente da influenze esterne: le indicazioni del committente, le condizioni ambientali, il comportamento dei soggetti ritratti, tutti elementi che hanno plasmato le immagini finali.
L’analisi della corrispondenza rivela un dialogo costante tra gli artisti e l’azienda, un confronto di idee e proposte che ha arricchito il risultato finale.
Olivetti: un Laboratorio di CulturaLa mostra svela l’esistenza di una vera e propria “cultura Olivetti”, un ecosistema che includeva un Archivio fotografico interno, un Reparto fotografico e un’attività sistematica di riproduzione e catalogazione dei servizi fotografici.
Questa attenzione alla documentazione testimonia l’importanza che l’azienda attribuiva alla fotografia come strumento di comunicazione, di analisi sociale e di promozione del proprio marchio.
Il commento di Gaetano di Tondo, Presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, sottolinea come la mostra si inserisca in un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale del Novecento, allontanandosi da una visione puramente estetica a favore di un’interpretazione più ampia e contestualizzata.
Un’Eredità Culturale da PreservareIl Sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, sottolinea come questa mostra rappresenti un tassello fondamentale per comprendere la complessità e la ricchezza di Olivetti, un’azienda che ha saputo unire innovazione e cultura.
Citando Henri Cartier-Bresson, il Sindaco evidenzia il ruolo del fotografo come “testimone” e invita a riflettere sul dialogo tra estetica e funzionalità che ha caratterizzato un’epoca.
Olivetti, più che un marchio, è diventato un simbolo di un’era in cui il design abbraccia i valori umani e trasforma l’industria in un atto di bellezza.
La mostra è un invito a preservare questa eredità culturale, a mantenere viva l’identità di Ivrea e a valorizzare la bellezza in tutte le sue forme.
*Prenotazione obbligatoria.
Informazioni e prenotazioni: Museo Civico P.
A.
Garda, 0125 410512, musei@comune.
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