Pioniere eporediese della terapia del dolore, la comunità lo saluta nel Duomo di Ivrea. Una vita dedicata alla medicina e all’innovazione scientifica.
Questa mattina, mercoledì 21 gennaio, la città di Ivrea ha dato l’ultimo saluto al dottor Rodolfo Bucci, medico specializzato in anestesiologia e terapia del dolore, scomparso domenica all’età di 75 anni dopo una lunga malattia. I funerali si sono tenuti alle 11 nel Duomo di Ivrea, alla presenza di familiari, colleghi e numerosi cittadini che hanno voluto rendere omaggio alla sua figura.
Nato a Ivrea nel 1950, Bucci ha dedicato l’intera carriera alla medicina con particolare impegno nel campo della terapia del dolore, diventando un riferimento internazionale per tecniche avanzate di gestione del dolore cronico e neuropatico. Dopo essersi specializzato con il massimo dei voti in Anestesiologia e Rianimazione, ha sviluppato competenze che lo hanno portato ad affermarsi non solo in Italia, ma anche all’estero, con stage e collaborazioni in centri di eccellenza come il Queen Charlotte’s Hospital di Londra e il Neuroscience Institute di Denver, negli Stati Uniti.

Bucci ha contribuito in modo significativo alla diffusione di tecniche innovative come la neurostimolazione midollare, usata per alleviare dolori cronici resistenti alle terapie tradizionali, e ha ricoperto ruoli di responsabilità in istituti specializzati, tra cui il Barolat Neuromodulation Institute, di cui è stato responsabile per l’Europa.
La sua attività professionale si è svolta in diverse strutture italiane, con incarichi e consulenze anche in ambito europeo, unendo competenza tecnica, rigore scientifico e un forte impegno umano. La memoria di Bucci rimane legata non solo alle conquiste mediche, ma anche alla sua dedizione verso i pazienti e l’innovazione nella cura del dolore.
Bucci lascia la moglie Teresa, la figlia Francesca e il fratello Maurizio, insieme a una comunità grata per il contributo dato alla medicina e alla salute pubblica.










