Cuorgnè chiude il capitolo cava

Campore resta intatta: stop definitivo al progetto e ai timori sul traffico pesante. Morletto ritira il ricorso al Tar, confermata la linea del Comune dopo mesi di polemiche.

L’incubo della cava è ufficialmente archiviato. A Cuorgnè cala il sipario su una vicenda che per mesi ha alimentato preoccupazioni, tensioni e sospetti politici: l’area di Campore non verrà interessata da alcuna attività estrattiva e il territorio può tirare un sospiro di sollievo. La svolta arriva con la decisione della ditta Morletto di rinunciare al ricorso al Tar, mettendo fine al contenzioso amministrativo e confermando, di fatto, la bontà della linea seguita dall’amministrazione comunale. Una scelta che chiude definitivamente la partita e allontana lo spettro di un progetto che aveva sollevato forti critiche da parte dei residenti.

Per il Comune si tratta di una vittoria sul piano istituzionale e politico: la strategia adottata, improntata alla tutela del territorio e alla fermezza nelle sedi amministrative, ha retto alla prova dei fatti. Con il ritiro del ricorso davanti al Tar, viene meno ogni possibilità di riaprire il procedimento.

La notizia segna anche la fine di mesi complicati, caratterizzati da assemblee affollate, prese di posizione contrapposte e accuse incrociate. Al centro del dibattito c’era soprattutto il timore di una massiccia invasione di camion, con conseguenze pesanti su viabilità, ambiente e qualità della vita nelle frazioni interessate.

Scenario che ora viene definitivamente scongiurato. Campore resta salva e Cuorgnè può voltare pagina, lasciandosi alle spalle una vicenda che ha messo alla prova la coesione della comunità. Con la parola “fine” sulla cava, si apre ora una fase nuova, in cui il tema della valorizzazione e della tutela del territorio torna al centro, senza più l’ombra di ruspe e traffico pesante.

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