Ivrea, il Carnevale si apre tra storia, fede e tradizione.

Ivrea, città di antica nobiltà e vibrante identità, si è risvegliata all’insegna del Carnevale, con un’esplosione di gioia che ha inondato Piazza di Città.

Un mare di persone, un’onda umana palpabile, ha partecipato al rito di apertura, testimoniando il passaggio di consegne tra il Generale uscente e il Generale 2026, Mario Livio Gusta.

Questo gesto, apparentemente semplice, è il sigillo che sancisce l’inizio di un’attesa che si protrae per settimane, un preludio a festeggiamenti secolari profondamente radicati nel tessuto sociale e culturale della città.
L’atmosfera, intrisa di rispetto per la tradizione e di entusiasmo per il futuro, si è intensificata con la celebrazione religiosa nel Duomo, presieduta da Monsignor Daniele Salera.

Ma è la “Cerimonia dei Ceri” a rappresentare un momento di profonda spiritualità e significato storico.

Il Magnifico Podestà, figura chiave nella rappresentazione del potere civico, ha offerto il cero votivo al Vescovo, un gesto che trascende la mera formalità per divenire una preghiera collettiva.
La supplica è rivolta alla Madonna, invocandone la protezione benevola sulla comunità ivrea, un richiamo a valori di fede e prosperità che risuonano attraverso i secoli.

La scelta della Cappella dei Tre Re, eretta nel XIII secolo sotto l’influenza spirituale di San Francesco d’Assisi, non è casuale.

La cappella stessa, con la sua architettura semplice ma elegante, evoca un senso di devozione e contemplazione, offrendo uno spazio intimo e significativo per questo rito millenario.

La sua costruzione, frutto di un consiglio ricevuto da un santo, sottolinea il legame indissolubile tra fede, potere civico e sviluppo urbano.
L’Epifania, giorno di celebrazione divina, segna dunque l’apertura ufficiale di un ciclo carnivalesco ricco di appuntamenti.
Le alzate degli Abbà, figure simboliche e allegoriche, e la sfilata dei carri da getto, veri e propri capolavori di ingegneria e creatività, animeranno le domeniche successive.

Ma il culmine dell’attesa si concentrerà sul 14 febbraio, con l’attesissima uscita della Mugnaia, figura enigmatica e affascinante, portatrice di antichi significati e misteriosi presagi.

Il vero cuore del carnevale, tuttavia, pulsa con la “Battaglia delle Arance”, un rituale unico al mondo, erede di una storia complessa e controversa, che intreccia elementi di ribellione, memoria e comunità.

Da domenica 15 a martedì 17 febbraio, le vie di Ivrea si trasformeranno in un campo di battaglia simbolico, dove arance volanti rappresentano un grido di libertà e una rivendicazione di identità, perpetuando un’eredità che continua a plasmare l’anima della città.

Il carnevale di Ivrea non è solo una festa, ma un viaggio nella storia, un’immersione nelle tradizioni, un’espressione vibrante di appartenenza e un inno alla resilienza di una comunità che sa custodire il passato e proiettarsi verso il futuro.

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