“Inserzioni” al Castello di Rivoli: l’arte contemporanea in dialogo con la storia

Dal 27 marzo al 23 agosto 2026 la seconda edizione di un progetto espositivo che reinventa gli spazi museali.

Torna al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea il progetto espositivo “Inserzioni”, in programma dal 27 marzo al 23 agosto 2026. Si tratta della seconda edizione di un formato curatoriale innovativo che invita artisti contemporanei internazionali a realizzare opere site-specific in dialogo con le sale storiche dedicate alla Collezione permanente del museo.

Curato da Francesco Manacorda, il progetto trasforma parte dell’allestimento museale in una “mostra collettiva in continuo mutamento”, integrando le nuove opere nel percorso del Castello in modo da creare relazioni inedite tra arte, spazio e memoria. Questa edizione vede la partecipazione di Gabriel Chaile (Argentina), Lonnie Holley (Stati Uniti) e Huda Takriti (Siria), artisti le cui ricerche esplorano temi di memoria, genealogia e narrazioni collettive attraverso linguaggi differenti e profondamente contemporanei.

Il format delle Inserzioni si basa sulla filosofia storica del Castello come luogo «non finito» – un edificio incompiuto che stimola la creazione e l’intervento artistico come parte integrante della sua identità museale. Le nuove opere si confrontano con l’architettura barocca, la storia della Collezione e gli spazi stessi, offrendo ai visitatori percorsi visivi e concettuali inediti.

Oltre alla mostra, il Castello di Rivoli propone un programma di attività correlate, che includono visite guidate, incontri e approfondimenti con curatori e artisti. Il progetto, pensato per attrarre un pubblico ampio e diversificato, ribadisce l’impegno dell’istituzione nel promuovere l’arte contemporanea internazionale e nel dialogare con le narrazioni culturali più attuali.

Questa iniziativa si inserisce in un anno ricco di appuntamenti per il museo, attivo da oltre quattro decenni nella scena artistica nazionale e internazionale, e conferma il Castello di Rivoli come uno dei poli culturali più dinamici del Piemonte.

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